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Versamento, salutare un big o il tesoretto da tante piccole cessioni: cosa può fare la LazioTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 13:15Serie A
di Ivan Cardia

Versamento, salutare un big o il tesoretto da tante piccole cessioni: cosa può fare la Lazio

Per fare un acquisto, serve una cessione. È il mercato della Lazio, a saldo zero - tecnicamente a saldo positivo - dopo che la nuova commissione per il controllo sui conti dei club ha comunicato ai biancocelesti lo sforamento rispetto al valore soglia dell’indicatore del costo del lavoro allargato. Un impedimento non da poco per la società di Claudio Lotito, che potrà operare in entrata soltanto a fronte di operazioni in uscita che vadano come minimo a pareggiare i costi. Sotto tutti i punti di vista: costo dell’operazione, ingaggio dei calciatori interessati, ammortamento, commissioni e via dicendo. Un ostacolo che la Lazio potrebbe risolvere - come hanno fatto Monza e Sassuolo - ricorrendo ai rimedi previsti dalle NOIF della FIGC (in fondo uno specchietto utile), ai quali però la società capitolina non pare voler fare riferimento. Per la cronaca, basterebbe un versamento da 19,5 milioni di euro per chiudere la questione. In assenza, non resta che lavorare con il bilancio. Ma c’è un ostacolo: Lotito ha già fatto sapere di non voler cedere Mario Gila, uno dei giocatori più richiesti della Lazio. Chi altro può partire? In teoria, tutti. Non possiamo certo prevedere qualsiasi sviluppo di mercato, e in teoria qualsiasi giocatore della Lazio può avere offerte. A livello pratico, però, il numero è abbastanza ridotto: cessioni come quella di Alessio Romagnoli (all’Al-Sadd, già definita per 3,5 milioni di euro) o Ivan Provedel (all’Inter, si chiuderà nella forbice 2-5 milioni) alleggeriscono il monte ingaggi, ma è evidente che consentono piccoli correttivi. Cessioni “minori”, che portano a poter lavorare per giocatori con un peso marginale in rosa o, sommando i relativi introiti, per un titolare ogni 2-3 partenze. Tra i big, tolto Gila, ne restano un paio con interessamenti tali da poter finanziare seriamente il calciomercato della Lazio. Kenneth Taylor ha fatto molto bene nel breve periodo nella Capitale: ci pensano diversi club inglesi, ma la Lazio ha fissato a 40 milioni di euro il prezzo. Potrebbe essere l’estate giusta per salutare Nuno Tavares: il portoghese ha visto nel tempo calare il proprio valore, ma resta un profilo appetito da diverse big (anche italiane) e potrebbe portare in cassa un certo gruzzoletto. Lo strappo dell’ultima giornata non aiuta invece più di tanto nel caso di Gustav Isaksen: lo svedese ha degli estimatori, ma nessuno ha fretta. Oliver Provstgaard, poi, è protagonista di un mezzo paradosso: a oggi, la Lazio non può rinnovargli il contratto, in scadenza nel 2029: anche il danese è uno dei giocatori con un certo mercato, ma Lotito anche in questo caso non vorrebbe cederlo. Più semplice, allora, andare a “caccia” tra i vari giocatori dal valore inferiore, come Cancellieri, Lazzari e via dicendo. Inutile sottolineare come le loro cessioni non porterebbero in cassa soldi a sufficienza per cambiare da sole la faccia della Lazio. Gli altri correttivi previsti dalle Noif: * versamenti in conto futuro aumento di capitale; * aumenti di capitale già versati; * versamenti in conto copertura perdite; * finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci; * utilizzo delle riserve di utili, se distribuibili ai soci nel rispetto della normativa vigente, contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie al 31 marzo o al 30 settembre, previa delibera dell’assemblea dei soci di apposizione di un vincolo di indisponibilità e quantificazione dell’importo da utilizzare; * utilizzo delle risorse derivanti da cessioni pro soluto dei crediti relativi ad operazioni di trasferimento dei calciatori in ambito nazionale ed internazionale; * utilizzo delle risorse derivanti da cessioni pro soluto dei crediti relativi alla cessione dei diritti audiovisivi non già contabilizzati nei ricavi federali.