Liverani: "Alla Lazio fui contestato, poi diventai capitano. Vi racconto il nostro 5 maggio"
Fabio Liverani ha ripercorso la sua esperienza con la Lazio, ricordando gli anni della contestazione, il rapporto con i tifosi, il 5 maggio 2002 e non solo.
Fabio Liverani ha ripercorso la sua lunga esperienza alla Lazio nel corso del podcast DoppioPasso, raccontando gli anni vissuti in biancoceleste tra difficoltà iniziali, grandi soddisfazioni e momenti indimenticabili. L'ex centrocampista ha ricordato il suo arrivo nel settembre 2001: "Quando mi chiamò la Lazio non ci pensai un minuto. Per me era la squadra più importante che ci fosse in quel momento e non era una questione di tifo, ma di ambizione". I primi tempi, però, non furono semplici, anche a causa della nota foto con la bandiera della Roma: "La stagione è stata pesante anche per la mia famiglia. Ricordo un'amichevole con il Chelsea in cui i tifosi fischiavano già quando un compagno stava per passarmi il pallone. Poi capirono che non volevo andare via e nacque un rapporto straordinario. Sono diventato capitano e quello che mi rende orgoglioso è il rispetto che ancora oggi mi dimostrano come uomo".
Dal 5 maggio alla Coppa Italia: "Per l'Inter fu un dramma"
Tra i ricordi più intensi c'è inevitabilmente il celebre 5 maggio 2002, quando la Lazio batté l'Inter consegnando lo scudetto alla Juventus: "Eravamo una squadra unita e volevamo fare il nostro dovere. Lo stadio era completamente nerazzurro. L'Inter partì forte, ma noi reagimmo e nel secondo tempo loro erano finiti. Per loro fu un dramma". Liverani ha ricordato anche la vittoria della Coppa Italia contro la Juventus: "Prima della semifinale con il Milan avevo appena saputo che sarebbe nato mio figlio. Lo sapevano solo mia moglie e Peruzzi. Segnai e andai subito ad abbracciarlo facendo il gesto della culla. Poi vincemmo il trofeo contro la Juventus"."Mancini mi stimolava, Delio Rossi è stato un grande maestro"
L'ex regista ha infine parlato degli allenatori e dei personaggi incontrati a Formello. Su Roberto Mancini ha dichiarato: "Con lui ho un bellissimo ricordo, soprattutto nei primi mesi. Era un allenatore che mi stimolava molto". Un pensiero anche per Claudio Lotito: "All'inizio era un grande imprenditore ma conosceva poco il mondo del calcio e della gestione di uno spogliatoio. Il primo anno fu complicato". Infine l'omaggio a Delio Rossi: "All'inizio sembrava burbero, ma conoscendolo si scopriva una persona straordinaria. È stato un grande tecnico, un grande insegnante di calcio e una persona davvero speciale".Articoli correlati
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