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Amore, civiltà e libertà: al Flaminio ieri ha vinto la Lazio

Amore, civiltà e libertà: al Flaminio ieri ha vinto la Lazio TUTTOmercatoWEB
Lorenzo Beccarisi
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Lorenzo Beccarisi
Oggi alle 06:30Serie A
Il riassunto di una giornata dalle forti tinte biancocelesti: dal corteo di Ponte Milvio alla serata all'esterno dello Stadio Flaminio

È tornata a vincere allo Stadio Flaminio la Lazio. Nulla a che fare con il progetto della ristrutturazione dello stadio, che comunque sta per vivere giorni decisivi. Il Flaminio è tornato in vita solo al suo esterno e lo ha fatto grazie a una marea biancoceleste. Oltre 25 mila tifosi si sono radunati in un torrido pomeriggio romano per una testimonianza d'amore. È una protesta, ma è molto più di questo. È il riassunto di cosa rappresenti la storia della Lazio. Già dalle 16 molti tifosi biancocelesti erano presenti in zona Ponte Milvio, un'ora e mezza prima dell'appuntamento fissato dal tifo organizzato. Poi l'inizio del corteo intorno alle 18.30 che ha percorso viale Tiziano fino ad arrivare sotto la Curva Sud dello Stadio Flaminio, lì dove era allestito il palco che ha ospitato la serata laziale.

Lazio, il riassunto della storia biancoceleste

La serata è stata una sorta di riassunto di ciò che è la storia della Lazio. Dalla Coppa Italia del 1958 alla rosa attuale, tanti protagonisti del passato e del presente si sono intervallati. Si è passati dal 92enne Adelmo "Memmo" Eufemi, elemento della rosa che vinse il primo titolo della storia biancoceleste e presente sul palco, al videomessaggio di Alessio Romagnoli che saluta ufficialmente i tifosi. Lo fa tramite i tifosi stessi, non tramite i canali ufficiali. Un messaggio simbolico che va oltre le pure parole. E poi i figli della Lazio del '74, i campioni della gestione Cragnotti e poi i tanti, tantissimi calciatori passati sotto la presidenza Lotito che hanno voluto salutare i laziali. Da Delio Rossi a Ledesma, da Hernandes a Stefano Mauri, da Luis Alberto a Felipe Caicedo. Generazioni di calciatori diverse, ma unite da un filo indissolubile: la lazialità celebrata ieri al Flaminio.

Lazio, una giornata di amore, civiltà e libertà

Un corteo di circa 25 mila persone che ha percorso viale Tiziano senza alcun tipo di problematica, in pieno e assoluto rispetto della città. In un periodo storico dove spesso alla parola manifestazione corrispondono disordini e scontri, la giornata di ieri prima di tutto rappresenta un grande esempio di civiltà. Il resto si può riassumere con amore e libertà. "L'amor che move il sole e l'altre stelle" ha mosso anche le nuvole e allontanato la pioggia che era prevista nel pomeriggio romano. Quell'amore che si può riassumere di fatto in almeno tre generazioni che si sono viste al corteo. Dai nonni che ricordano i primi trofei tra la Coppa Italia del '58 e la Lazio del '74, padri legati alla Lazio del -9 e alla gestione Cragnotti e poi i figli, i giovani che invece conoscono solo la gestione Lotito. Eppure questi giovani si emozionano nel sentire i videomessaggi di Signori, Nesta e Veron perché sono gli idoli dei loro padri, gli idolo tramandati di "padre in figlio" in pieno stile Lazio. Persone che si sentono male per il caldo, bambini con stampelle o gessi al braccio perché è importante esserci. Una giornata in cui la parola chiave è libertà. Libertà di amare. E quell'amore ha trasformato una protesta in una festa chiusa dalla presentazione di "pioverà", nuovo singolo di Briga che ha scelto di dedicare una canzone alla Lazio. Un canto d'amore dedicato a chi non c'è più come Luciano Re Cecconi, Vincenzo Paparelli e Gabriele Sandri. Una giornata che doveva iniziare sotto la pioggia e che si è chiusa con "pioverà". In una giornata senza partite, una giornata in cui la società ha presentato le maglie nel giorno della contestazione, a vincere è stata comunque la Lazio. Grazie alla festa della sua gente. La Lazio è tornata a vincere al Flaminio a 23 anni dall'ultima partita giocata.

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