Valentini sull’Italia: “Chi si tira indietro per i dolorini è meglio che resti a casa per sempre"
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Il dirigente Antonello Valentini è intervenuto in diretta alla radio di Tuttomercatoweb.com. Queste le sue parole Durante l'appuntamento con L'Editoriale, incentrate principalmente sul nuovo corso dell'Italia di Mancini e sull'inizio del campionato di Serie A.
L'Italia di Mancini riparte da 34 convocati e 9 volti nuovi. È questa la strada giusta?
"Bisogna guardare avanti e non indietro. Nei trentaquattro di Mancini ce ne sono dieci che giocano all'estero e molti di questi si sono messi in mostra nei rispettivi campionati. Zoma e Doumbia per dire poi devono giocare per passare definitivamente con la maglia azzurra, così come si spera Tresoldi e l'ultimo arrivato Romano. Oltretutto Mancini ha voluto Kayode, che è di origini nigeriane e che da giovanissimo è stato cresciuto dalla Juventus, la quale purtroppo lo ha perso per strada. Sono tutti giocatori molti interessanti in un calcio ormai multirazziale. È giusto esplorare tutti i sentieri possibili perché la Nazionale ha bisogno di ripartire dopo tre Mondiali falliti. Ad ogni modo quattro partite di Nations League dovranno essere significative, perché prendere dell batoste di certo non gioverebbe al nuovo corso".
Come si può riattivare la passione dei tifosi?
"Sarebbe troppo facile dire vincere dappertutto. La grande sfida di questo gruppo, sotto la guida di Mancini, è di fare appassionare nuovamente la gente. In questa chiave la presenza di tanti giovani, a cui dall'inizio non si può chiedere il massimo, potrebbe portare la gente ad appassionarsi a questa squadra, considerando che in ogni caso c'è un mix anche con gli elementi più esperti. Inoltre chi farà parte del nuovo corso dovrà dimostrare di essere attaccato a questa maglia, lasciando da parte qualche dolorino o qualche furbata. Chi si tira indietro è meglio che resti a casa per sempre".
Qual è la fotografia del campionato dopo l'inizio della lunga sosta?
"La squadra che più mi ha divertito finora è la Roma, perché fa pressing, corre e non rinuncia mai a fare la partita. Dopodiché l'Inter rimane la squadra da battere e deve superare questo complesso delle false partenze, dato che in vari casi ha rimontato dopo essere andata sotto nel punteggio.
La Juventus sta facendo i conti con tanti infortuni, fra cui addirittura il secondo portiere. Spalletti però l'anno scorso è stato bravo a gestire e quest'anno sta mettendo in campo le sue idee. Anche di Kolo Muani si è finalmente visto qualche sprazzo all'altezza. Chi ha più problemi invece è il Milan, che non ha fatto una grande campagna acquisti, e il Napoli. Non mi aspettavo che Allegri potesse accettare di guidare questo organico, che ormai sembra vecchiotto di testa e nel modo di giocare. Infine bisogna sottolineare la partenza della Lazio del mio amico Gattuso. Sa tenere bene i piedi per terra e lo ha dimostrato. Cagliari e Frosinone poi sono realtà in crescita, che con l'organizzazione e l'accortezza stanno facendo benissimo".
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