Lazio, il botta e risposta Fabiani-tifo organizzato e lo strano concetto di tregua
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Lorenzo Beccarisi
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Oggi alle 06:30Serie A
autore Lorenzo Beccarisi
21.10.2026 06:30Serie A
Dalle parole di Fabiani alla risposta del tifo organizzato, la presenza allo stadio rimane un tema centrale in casa Lazio
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Se qualcuno ancora non ha chiaro cosa rappresenta la protesta del tifo laziale e cosa si ottiene da questo sciopero, per capire basta rivivere la giornata di ieri. Con la Lazio prima in classifica e con 19 punti nelle prime sette giornate, i tifosi non hanno mosso di un centimetro la loro posizione rispetto alla richiesta del direttore sportivo Angelo Fabiani. "Voglio lanciare un guanto e non di sfida, ma di amore e buonsenso. Perché non prenderci una tregua, poi ognuno rimane sulle proprie posizioni e ognuno vede la vita per quello che gli prospetta, ma potrebbe significare qualcosa di importante per la squadra e per l'allenatore". Così ai canali ufficiali biancocelesti il ds ha avanzato una proposta, chiaramente unilaterale, verso i tifosi. Lo aveva fatto a settembre, lo ribadisce a ottobre e non è da escludere che la richiesta arriverà anche nel mese di novembre.
Lazio, la tregua unilaterale e la risposta del tifo organizzato
La richiesta di tregua è legittima, ma anacronistica e soprattutto sbilanciata. Di solito il primo che arriva a richiedere una tregua è in una posizione di svantaggio e qui, chiaramente, ci sono solo vinti. I tifosi perché si sono auto-sospesi, rinunciando a ciò che più li attacca a questa passione ovvero lo stadio. La società perché il danno economico, per quanto Fabiani sottolinei come la questione botteghino non c'entri nulla, è piuttosto rilevante. In questi casi per arrivare a una tregua entrambi le parti dovrebbero rinunciare a qualcosa. I tifosi potrebbero rientrare allo stadio e riprendere con la contestazione come dodici mesi fa, quando nei primi 15 minuti si facevano cori contro la presidenza. Dall'altra parte però qual è la proposta/promessa della società? Dire "scusa" o "abbiamo sbagliato" per quattro delle ultime cinque sessioni di mercato vissute con limitazioni sarebbe un buon inizio. Garantire che al 100% la Lazio farà mercato a gennaio sarebbe cosa altrettanto buona e giusta, ma impossibile da fare a meno di un intervento massiccio della proprietà. Se ai tifosi viene chiesto di tornare allo stadio per sostenere la squadra e spingerla a fare ancora meglio, perché i tifosi non dovrebbero chiedere lo stesso impegno e pretendere dalla società la possibilità di operare sul mercato per rinforzare la stessa squadra? Domande alle quali non ci sono risposte e per questo il tifo organizzato ha già rispedito al mittente la proposta di tregua. Ritentare tra un mese, magari con qualcosa di più di un semplice "guanto d'amore". Magari con delle scuse, con delle garanzie e con delle operazioni da società calcistica.Altre notizie
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