Umtiti contro la corsa al Pallone d'Oro: "Questa cerimonia non ha più senso"
Umtiti critica l'ossessione per il Pallone d'Oro: "Si pensa più alle statistiche che ai trofei collettivi. Il calcio non è solo questo".
Samuel Umtiti non risparmia critiche alla corsa al Pallone d'Oro 2026. L'ex difensore della Francia, oggi opinionista per RMC Sport, ha contestato l'attenzione crescente dei giocatori verso il prestigioso premio individuale, prendendo posizione anche sulle recenti dichiarazioni di Kylian Mbappé.
Umtiti: "Il calcio è uno sport collettivo"
"Mbappé è una persona sicura di sé. Possiamo dire che non spetta necessariamente a lui parlare di queste cose: dovrebbe concentrarsi su quello che fa in campo. Tutti hanno visto che ha segnato tanti gol e che in alcuni momenti è stato molto performante. Ma se gli chiedi chi mette come Pallone d'Oro, alla fine ha indicato se stesso. Può piacere o non piacere. Io non sono necessariamente d'accordo. I giocatori offensivi tengono molto al Pallone d'Oro, ma secondo me non spetta a lui parlare di questo". Umtiti ha poi allargato il discorso alla composizione della lista dei 30 candidati e, più in generale, al peso attribuito alle statistiche rispetto ai successi di squadra. "Quando ho visto Quinones tra i candidati mi sono chiesto se fosse uno scherzo. Parliamoci seriamente, io questa cerimonia non la guardo nemmeno. Per gli attaccanti vincere il Pallone d'Oro è qualcosa di incredibile, ma questa cerimonia non ha più senso. Fa molto male al calcio, che è uno sport collettivo. Si pensa molto più a vincere il Pallone d'Oro che ai trofei di squadra. Puoi vincere una Champions League con i tuoi compagni e pensare soltanto a te stesso. Si parlerà ancora una volta di statistiche, ma non è sufficiente. Il calcio non è fatto soltanto di numeri". Infine, l'ex difensore ha ricordato l'epoca di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, secondo lui caratterizzata da un livello individuale difficilmente paragonabile a quello attuale. "Dall'epoca Messi-Ronaldo non guardo più questo premio. Loro avevano statistiche incredibili e, anche se non avessero vinto un grande trofeo, importava relativamente poco perché la loro stagione era straordinaria. Oggi, invece, non c'è necessariamente un grande giocatore nettamente superiore agli altri".Altre notizie
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