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Caso Mutu, la Fifa condanna Livorno e Juventus a risarcire il ChelseaTUTTOmercatoWEB
© foto di Marco Rossi
venerdì 18 ottobre 2013, 13:08Calcio
di Marco Ceccarini
per Amaranta.it

Caso Mutu, la Fifa condanna Livorno e Juventus a risarcire il Chelsea

Livorno – Potrebbe costare caro, al Livorno, il “favore” fatto da Aldo Spinelli alla Juventus di Luciano Moggi allorquando il club di via Indipendenza, non potendo la società bianconera contrattualizzare sul momento un altro extracomuntario, tesserò al suo posto l’attaccante rumeno Adrian Mutu, girandolo poi ai legittimi destinatari, i bianconeri di Torino, non appena Moggi riuscì a “liberare” un posto nella “rosa” della squadra. La Romania, allora, era un Paese extracomunitario.

Mutu, che fino a poco prima aveva giocato nel Chelsea in Inghilterra, rimase in realtà solo pochi giorni “parcheggiato” al Livorno. Quello che Spinelli fece alla Juventus e in particolare a Moggi fu solo una cortesia al fine di permettere, in via ufficiale, l’arrivo del fuoriclasse in Italia. In cambio, qualche mese dopo, la Juventus mandò a Livorno in prestito il giovane Raffaele Palladino, oggi al Parma, allora considerato un talento da far crescere.

Eppure, a distanza di otto anni e mezzo, quel favore potrebbe costare molto caro al Livorno e al suo presidente. La Camera di risoluzione delle vertenze della Fifa, che ha sede a Zurigo in Svizzera, al termine di un procedimento promosso dal Chelsea, ha infatti notificato alla Juventus e al Livorno la sentenza con cui li obbliga a risarcire il club londinese, in solido, per una cifra complessiva di 17 milioni e 700 mila al netto dei tassi di rivalutazione, ovvero per un totale di circa 21 milioni di euro. Motivo: il tesseramento sarebbe avvenuto quando Mutu era ancora un giocatore della squadra di Londra.

La notizia viene riportata quest’oggi della Gazzetta dello Sport. Le due società, dal momento della notifica, hanno tre settimane, ventuno giorni, per ricorrere al Tas di Losanna al fine di scongiurare quanto deciso dalla Camera vertenziale della Fifa. Il Tas, che come la Camera vertenziale ha dunque sede in Svizzera, è promosso dal Cio, il comitato olimpico internazionale, e può dirsi l’organo supremo di giustizia sportiva a livello mondiale.

La Juventus, secondo quanto si apprende, si ritiene in grado di dimostrare che Mutu rescisse il contratto con il sodalizio inglese nell’ottobre 2004, quindi prima del tesseramento in bianconero, depositato presso la Lega calcio italiana nel gennaio 2005. Il Chelsea sostiene che la rescissione indicata da Livorno e Juventus non è da ritenersi valida. Secondo indiscrezioni, la società di Torino avrebbe messo in preventivo la spesa di tutta quella cifra, o quantomeno di buona parte di essa, nel caso in cui il Tas non accogliesse il ricorso. Il Livorno, da parte sua, si dichiara estraneo ai fatti. Il patron amaranto ha sempre sostenuto che il Livorno si limitò a fare un “favore” a un club dai buoni rapporti e che non ebbe nessun ruolo attivo nella trattativa con Mutu. Il giocatore rumeno sarebbe stato contrattualizzato in Italia quando ormai era, a tutti gli effetti, un giocatore “libero”.