Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / livorno / Generico
Livorno in ritardo nel merchandisingTUTTOmercatoWEB
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
venerdì 18 ottobre 2013, 21:19Generico
di Nicola Marra
per Amaranta.it

Livorno in ritardo nel merchandising

Livorno – Quando in televisione viene mostrata una partita di Premier league, la cosa che risalta più agli occhi è l’uniformità di colore dei tifosi sugli spalti, che indossano la divisa della loro squadra, chi col nome del proprio beniamino, chi addirittura con il proprio. Dopotutto, chi non sogna di avere una maglia della squadra del cuore con il suo nome? Ma questo in Italia, Livorno compresa, non è possibile. In Italia non esiste la tradizione di andare allo stadio tutti, e con tutti si intende veramente tutti, con la divisa ufficiale. A cosa è dovuto questo? All’elevato costo di tali prodotti in primis, ma anche all’impossibilità di trovare le divise ufficiali da gioco online. Sono sempre di più le persone che fanno acquisti sul web, tramite carte prepagate, nell’attesa di veder recapitare gli acquisti in casa senza necessariamente doversi muovere dalle proprie mura. Ecco che in altri Paesi, i siti delle squadre hanno tutti una sezione store, dove è possibile acquistare le varie divise, polo, tute di allenamento, fino ai più disparati oggetti griffati col nome della squadra (tazzine, piatti, cuscini, coperte, e chi più ne ha più ne metta). Quasi tutti offrono la possibilità di poter scegliere la taglia della maglia e la personalizzazione, che può essere di un calciatore come di chiunque altro. Bene, in Italia questa usanza è arrivata parzialmente. Ad offrire un servizio “pari” a quello estero, troviamo delle venti di Serie A: Chievo, Fiorentina, Genoa, Lazio, Roma, Sampdoria, Sassuolo e Torino, più ovviamente le gettonatissime Juventus, Inter e Milan. Oltre al fatto che queste tre godono di numerosissimi store ufficiali sparsi per la città, e di divise date ad ogni negozio calcistico d’Italia e d’Europa. Spicca l’assenza di una società che punta alla globalizzazione come il Napoli, un po’ meno quella del Livorno, che però interessa più da vicino tutti i tifosi amaranto che sognano la maglia amaranto.

Un tempo, dietro al Duomo c’era un negozio di articoli sportivi che forniva tutto il materiale ufficiale degli amaranto. Ma, con la sua chiusura, nessuno ne ha preso il posto. Fuori dallo stadio troviamo brand che vendono prodotti non ufficiali, le cosiddette maglie “tarocche” che troviamo solo in Italia ma che hanno una ragione di esistere perché nel Belpaese i prezzi di quelle vere sono improponibili.

Da un’indagine condotta da Passionemaglie.it, un sito che si occupa proprio di divise da gioco, la media del costo delle maglie è di 75,10 euro, considerando che Milan, Inter, Juve e Napoli hanno divise “economiche” e sono state prese in considerazione quelle. Alcuni potrebbero controbattere che la gestione di un negozio che vende esclusivamente prodotti dell’As Livorno 1915, visto il contenuto numero di tifosi a livello nazionale, sia di difficile fattura. Per questo molte squadre hanno creato la sezione “Store” nel proprio sito. E nonostante il Livorno abbia questa sezione, su essa troviamo le divise da gioco dello scorso anno, che per quanto “storiche”, vista la promozione nella massima serie, sarebbe bello se fossero aggiornate a quelle di quest’anno. Oltretutto, se uno si accontentasse della maglia 2012-13, dovrebbe scegliere fra la L e la XL, senza patch Serie A (il logo che si vede sulle maniche, che rende più autentiche le divise) e soprattutto senza poter scegliere la personalizzazione. Il prezzo è di 75 euro per un prodotto dello scorso anno, non poco visto che club come il Chievo mettono in vendita le divise 2013-14 a 59.

Una brutta macchia per una società che sta cercando di curare sempre più il merchandising e che, con nuove o ritrovate partnership, e varie iniziative, cerca di avvicinare la tifoseria alla squadra. L’ultima idea, in collaborazione con Gsport e Blubay, è quella di premiare lo striscione “più ganzo” proprio con una divisa da gioco. Ma forse non basta. Una città come Livorno merita certamente di avere uno store più aggiornato, in modo da poter avere uno stadio Picchi completamente amaranto, come è giusto che sia. In Italia, infatti, l’unica uniformità di colore che troviamo, spesso, è purtroppo quella dei seggiolini vuoti.