La salvezza non è un'utopia
Livorno – E’ bastata una sconfitta più pesante, contro una diretta concorrente, per creare disagio nell’ambiente ed allentare l’entusiasmo dei tifosi amaranto. La batosta subita dal Livorno domenica scorsa a Verona contro il Chievo deve far riflettere, certo, e non può non far preoccupare i tifosi. La squadra, in effetti, è sembrata peggiore di quella vista, ad esempio, nella sconfitta di Bologna, dove la prestazione fu brutta ma dove anche, gli uomini di Nicola, fecero vedere un minimo di reazione. Domenica scorsa, invece, i ragazzi sembravano spenti, senza quell’indole che avevano lo scorso anno, quello che Nicola ha trasmesso a tutto l’ambiente, sapersi rialzare subito dopo aver rimediato un colpo. Sui gol del Chievo la squadra è sembrata rassegnata ad una sconfitta che, invece, con maggiore voglia poteva essere evitata, visto che c’era tutto il secondo tempo per recuperare l’iniziale svantaggio. Nicola sa benissimo di aver sbagliato, è il suo primo anno di Serie A, come del resto lo è per l’80 per cento della squadra. Ma Spinelli ha fatto bene a non chiudere il capitolo di una storia iniziata diciotto mesi fa, che ha riportato il Livorno nel calcio che conta, per una sconfitta che, in un’altra maniera, ci poteva anche stare. La squadra è piena di giovani ed aver raccolto 12 punti in quattordici gare non è un reato. Si poteva fare meglio, è vero, ma siamo solo ad inizio dicembre ed i valori delle squadre stanno venendo fuori adesso. Il Livorno è in corsa per mantenere la categoria. La classifica è corta e una vittoria può cambiare la prospettiva, oltre che l’umore della squadra. Bisogna che Nicola ed i suoi giocatori ci credano e riprendano a far punti. Tutti, dal presidente ai tifosi ai giocatori, devono però essere uniti verso il sogno comune perché tutto è ancora possibile. Con Nicola fermo e stabile dove deve stare, la salvezza non è un’utopia. La società di via Indipendenza sa bene che con un mercato mirato, con l’arrivo di giocatori esperti che conoscono la categoria, il campionato della squadra amaranto può avere una svolta. Le altre compagini non sembrano avere il turbo ed i ragazzi hanno dimostrato anche in questo campionato di Serie A di saper imporre il loro gioco, nonostante la maggiore difficoltà rispetto alla B, ricordando a tratti il Livorno che lo scorso anno ha fatto il campionato che sappiamo.


