Furia Cellino: "Basta Trieste, porto il Cagliari a Livorno"
Cagliari - «Con Trieste abbiamo chiuso, se non torniamo al Sant’Elia per la partita contro il Catania il 19 ottobre, andiamo a Livorno. Il dottor Cardona (questore della città labronica ed ex fischietto di Serie A, ndr) ci ha invitato e ci accoglierebbe a braccia aperte».
E' un Massimo Cellino furioso quello intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Nell'ennesimo capitolo dell'odissea dello stadio del Cagliari stavolta a finire nel mirino del vulcanico presidente rossoblu c'è il pubblico giuliano: «Chiunque arrivi al "Nereo Rocco" ci fischia e insulta. E non si tratta di un gruppetto di ultrà. La verità è che siamo diventati un peso ovunque, viviamo una situazione assurda e insostenibile. I giocatori sono sul piede di guerra, non ne possono più».
A confermarlo è il capitano Daniele Conti: «Ci siamo stancati di giocare a Trieste, da due anni siamo costretti a giocare sempre in trasferta. Vogliamo tornare a giocare a Cagliari. Facciamo questo appello affinché si muova qualcosa, abbiamo giocato tre partite in una settimana, trascorrendo più tempo in aereo che a casa. Dopo tante chiacchiere è il momento di passare ai fatti concreti».
Una situazione talmente esasperata che potrebbe portare i giocatori rossoblu a clamorose iniziative: «Abbiamo bisogno di lanciare un segnale forte - spiega il capitano dei sardi - Fare sciopero? Ne parlerò con i compagni, ma fosse per me lo farei. Io ho firmato per il Cagliari e ho diritto di giocare a Cagliari».


