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tmw / livorno / Editoriale
La verità dei luoghi comuniTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
mercoledì 12 marzo 2014, 10:00Editoriale
di Luca Aprea
per Amaranta.it

La verità dei luoghi comuni

Livorno - Uno scontro diretto da non sbagliare. Una gara da sei punti. Una partita da giocare come se fosse una finale di Champions League. Per Livorno-Bologna, le banalità assortite che tifosi e addetti ai lavori ripetono come un mantra alla vigilia di match di questo tipo, sono tutte valide e legittime.

La verità è quella, inutile girarci intorno. Amaranto terzultimi a quota 21, rossoblu un gradino sopra a 23 punti. Salvi. Al "Picchi" i ragazzi di mister Di Carlo, vincendo, hanno la possibilità di mettere la freccia ed effettuare il sorpasso. E non solo: in caso di successo con più di due gol di scarto avrebbero a favore anche lo scontro diretto in caso di arrivo a pari punti. Un bonus di cui il Livorno è già sicuro in caso di volata con Catania e Sassuolo mentre molto probabilmente non sarà così col Chievo (pesa il disgraziatissimo 0-3 del Bentegodi).

La sfida contro gli emiliani rappresenta così una delle tappe più importanti del campionato, un crocevia decisivo nella corsa salvezza. La vittoria, con il conseguente sorpasso sui rossoblu, sarebbe un tesoro inestimabile su cui costruire l'impresa finale mentre un pari farebbe soprattutto il gioco di Chievo, Sassuolo e Catania. E la sconfitta? Bè, quella è un'opzione che non possiamo prendere in considerazione. Si aprirebbe un baratro che, calendario alla mano, potrebbe inghiottire le speranze livornesi, anche perché andrebbe a sommarsi all'amarissimo ko di domenica scorsa contro la Samp.

Vincere, giocando bene o male, importa poco. Servono tre punti, il resto son discorsi. I luoghi comuni sono tutti veri. E, già che ci siamo, ne ricordiamo un altro, non meno importante: domenica allo stadio deve esserci tutto il popolo amaranto con cuore, voce e sostegno. Contestazioni, mugugni e recriminazioni per 90' non dovranno trovare posto sui gradoni dell'Ardenza. La posta in gioco è troppo alta e serve il contributo di tutti. Altra banalità, altra verità. Perché il calcio, alla fine, è un concetto semplice. Anche se troppo spesso ce ne dimentichiamo.