Il gatto di Prato, adesso tocca a lui
È il 1996. A Prato, nasce un bambino di nome Matteo. Due anni prima, in America, esce un capolavoro del cinema. Forrest Gump, sei Oscar, divenuto celebre per l’interpretazione di Tom Hanks. Una delle frasi più famose dice: “la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”. Cosa c’entra tutto questo col piccolo Matteo? Beh, diciotto anni dopo ha avuto la sua scatola di cioccolatini. E all’improvviso è cambiato tutto. Ma ricapitoliamo per bene, prendiamo le cose dall’inizio.
Matteo arriva a Livorno due anni fa, in prestito dalla Sestese. Classe ’96, è uno dei migliori portieri di tutta la regione. Lo sanno i dirigenti amaranto e non solo. Matteo fa un provino per altre squadre, ma lui vuole solo ed esclusivamente il Livorno. Così, dopo una trattativa che non sembrava decollare, arriva l’inaspettato. Mentre è al mare a godersi l’estate, la dirigenza labronica chiama. “Domani Matteo parte con la prima squadra” dicono alla mamma. È l’inizio di una storia bellissima. Dopo il ritiro con i grandi, Matteo si unisce alla primavera di Zanetti, mettendo subito in luce una grande personalità. È il suo primo anno fra i professionisti, ma a lui non fa paura. È elegante, reattivo, guida la squadra come un vero leader. È un gatto. Il gatto di Prato, venuto a salvare i pali del Livorno Primavera. La buona stagione lo porta anche alla sua prima convocazione in Serie A, a Udine. Una piccola soddisfazione in una stagione da incorniciare. Poi arriva giugno, e come per la carrozza di Cenerentola a mezzanotte, la magia sembra svanire. Matteo deve tornare alla Sestese, il prestito è finito. Con un altro colpo di scena però, il Livorno decide di prolungare il prestito, portando il ragazzo a diventare, momentaneamente, il vice Mazzoni, fino all’arrivo di Coser che in teoria dovrebbe riportare il ragazzo in primavera. Così è le due prime partite, poi, Gautieri è chiaro “Voglio tre portieri in prima squadra”, dice. Uno titolare, uno in panchina e uno pronto a sostituire eventuali infortuni. Per Matteo è l’inizio di un viaggio per l’Italia, spettatore in tribuna delle gare degli amaranto, salvo rare eccezioni in cui viene aggregato alla primavera per fare minutaggio. Non è semplice, ma il suo sogno è quello di fare il calciatore, e tutti i sogni meritano dei sacrifici. Così continua ad allenarsi, ad aspettare il suo momento. Un giorno, Bastianoni, che nel frattempo ha sostituito Coser come secondo portiere del Livorno, si rompe lo scafoide. Cipriani diventa il nuovo vice del Livorno. Uno dei più giovani secondi portieri della storia amaranto. Dopo tanto tempo, torna con regolarità a sentire l’odore dell’erba e il suono dei tacchetti all’uscita dagli spogliatoi. La panchina porta anche una pesante consapevolezza. Mazzoni è diffidato, al prossimo giallo scatta la squalifica. Nessuno, però, sventaglia il cartellino al numero uno dei labronici. Fino a ieri. Livorno – Vicenza, amaranto in vantaggio. Decide il gol del Toro di Brindisi. Ma al 90’, dopo esser stato il minuto della salvezza per due settimane consecutive, diviene il numero della punizione. Rigore per gli ospiti, e pareggio beffa per la squadra di Panucci. Finisce 1-1, gli animi si scaldano e Mazzoni, da livornese doc attaccato alla maglia, ci casca. Non solo arriva il giallo, arriva addirittura un cartellino rosso. E allora, inutile girarci intorno, toccherà a lui. Venerdì a Pescara, con la sua 22 difenderà i pali del Livorno.
E a chi si domanda “ma sarà pronto?” rispondiamo senza timore “sì”. Perché Matteo non sarà solo. Perché in quel momento in cui uscirà dagli spogliatoi dell’Adriatico, sarà accompagnato in primis da mamma Stefania, da babbo Michele e dal fratello, Niccolò. Successivamente, dai suoi compagni di squadra, che lo incoraggeranno. Infine, da tutti i tifosi, i giornalisti, e da un ospite speciale, che non potrà mai mancare alle partite del Livorno, specie quando si torna a Pescara. Ma quella, è un’altra storia. Questa è la storia del gatto di Prato. Del nostro gatto di Prato, a cui mandiamo un in bocca al lupo, perché comunque vada, sarà un successo.


