Bordocampo. Contro il Trapani un Halloween col botto
Livorno – Il trittico ordinato dalla Lega per la settimana numero 44 è servito con Livorno – Trapani nell’11esima del girone di andata. Da pochi decenni a questa parte, in questi giorni, anche in Italia, si festeggia Halloween ma le ultime due prestazioni di questo tour de force, martedì e sabato scorsi, hanno già fugato tutti gli spettri che gli infortuni avevano a suo tempo evocato. Il terrore non ci tange. L’infermeria è quasi sgombra e la crisi sembra ormai scongiurata dagli ultimi quattro punti racimolati con riconosciuti meriti di carattere e di gioco. I venti da est-nord-est che spirano sul Picchi hanno rischiarato il cielo e gli umori; terso l’uno, sereni gli altri, l’ultimo giorno di ottobre sembra essere sorto nel migliore dei modi. Il 4-2-3-1 di Panucci non lascia adito a fraintendimenti. In campo va chi è in forma.
Per mister Cosmi, invece, sono molti i fantasmi da affrontare. Aleggiano minacciosi intorno alla sua panchina, tali e tanti da renderla così traballante da non potersi sedere. Dopo un inizio di stagione a spron battuto la compagine siciliana è incappata in una serie di risultati sconcertanti. Le due recenti sconfitte interne sono state terrificanti e considerato che deve fare i conti anche con ben otto defezioni la trasferta di oggi è da paura. Giocoforza schiera un 4-4-2 blindato con il malcelato intento di imbrigliare la manovra della sua ex squadra e portare a casa un punticino terapeutico. Già nel tunnel Perticone fa il bodyguard di Vantaggiato.
L’avvio è di quelli col botto. Al 2° e al 5° Jelenič e Aramu fanno vedere le streghe all’estremo difensore Nicolas David Andrade che si salva con l’aiuto del legno la prima volta e di una buona dose di fortuna in entrambe le situazioni. L’arrembaggio amaranto dura per tutta la metà della frazione. Il 4-4-2 di Cosmi si trasforma prima in 5-4-1 e poi in un qualcosa di indefinito che comunque prevede, in fase di non possesso, dieci elementi dietro la linea della palla. Ma il Trapani e quella sessantina di fedelissimi assiepati nella Sud non si sono fatti mezzo stivale per fare lo sparring partner al Livorno; prima di accettare il ruolo di vittima sacrificale vogliono vendere cara la pelle. I primavera di cui è infarcita la formazione corrono come dei forsennati e in un paio di occasioni ci provano di brutto. Al 17° e al 34° Rizzato e Citro tentano lo scherzetto con lodevole impegno. Bene anche Coronado qualche minuto più tardi. Il signor Riccardo Ros della sezione di Pordenone è un’anima lunga che secondo il popolo amaranto fischia i fuori gioco con troppa personalità. In una delle innumerevoli pause di gioco Panucci chiama a sé Vantaggiato e lo catechizza sul da farsi. Il labiale è coperto e quindi il messaggio rimane indecifrato. Il bomber annuisce in religioso silenzio e riprende posizione. Al 38° arriva il primo dolcetto. L’azione è bella e corale, la rifinitura di Pasquato per Jelenič. Il 21 amaranto riceve in piena area, con un incantesimo elude l’intervento dei tre che gli stanno alle calcagna e marca di precisione. Nell’esultanza indica il nome che porta sulle spalle per indicare a tutti che è tornato. Da dietro gli occhiali alla Blues Brothers, Serse Cosmi manda a quel paese tutti i suoi, a turno e con strabiliante regolarità, agitandosi come un ossesso. Panucci ha la stessa mobilità di uno dei quattro in Piazza Micheli.
La ripresa vede in atto lo stesso copione. Il Livorno attacca, il Trapani si copre e riparte con tanta volontà ma non con altrettanta perizia. La difesa regge bene, la coppia centrale Vergara-Ceccherini convince. Come nel primo tempo, al 38°, arriva il raddoppio con un altro gustoso dolcetto. Palla al piede sulla destra, lo sloveno, partita da incorniciare la sua, strega due difensori e pennella un cross che si spegne sul volo d’angelo di Vantaggiato nell’area piccola. L’incornata si infila al sette in un tripudio di applausi. Il Toro è tornato a segnare come sa. Cosmi non ha più né occhiali da sole né voce. Panucci, finalmente, toglie le mani di tasca.
Per festeggiare Ognissanti arriva una vittoria netta, meritata, con risultato mai in discussione. Un gol per tempo e molte conferme nei singoli e nel gruppo. Tre buone partite in otto giorni e i fantasmi sono fuggiti a gambe levate.


