Speriamo di sbagliare
Livorno - Sicuramente la sfortuna e l'arbitro Serra, oggi, hanno contribuito alla sconfitta del Livorno, che in dieci ha giocato una partita a tratti gagliarda. Eppure, al di là di questo, proprio la battuta d'arresto consumatasi in modo incredibile allo stadio Adriatico di Pescara fa capire che questa squadra, la squadra amaranto, non sembra più in grado di uscire da una crisi di risultati che ormai ha assunto un livello preoccupante.
Contro il Pescara è arrivato l'ennesimo stop, quello che ha gettato gli uomini di Mutti in piena zona playout. A decidere il match, in cui il Livorno non ha mai alzato bandiera bianca, sono stati due episodi, o meglio due rigori, con il primo che è apparso anche dubbio, trasformati rispettivamente da Cocco e Caprari. Le due reti su penalty hanno rovesciato il vantaggio iniziale di Moscati, che aveva fatto sperare nell'impresa la tifoseria livornese.
Come detto, gli amaranto sono rimasti con un uomo in meno a causa dell'espulsione di Emerson. Un altro episodio su cui riflettere. Ed anche una decisione discutibile dell'arbitro torinese, contro cui, non a caso, si è scagliato l'allenatore Mutti a fine gara.
Ma sarebbe riduttivo spiegare anche la sconfitta di Pescara, come altre subite ultimamente, solo con gli errori del direttore di gara. C'è un evidente nervosismo, in questa squadra, che purtroppo condiziona tutto. E certe situazioni, certi errori che alla fine provocano le sconfitte, sembrano essere il frutto proprio di questo nervosismo e di una situazione che, oggettivamente, sembra difficile da raddrizzare.
L'unica speranza è quella di sbagliarsi. E ce lo auguriamo di cuore. Le prossime gare interne con Como e Ternana, intermezzate dalla trasferta sul campo del Brescia, scioglieranno ogni dubbio.


