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tmw / livorno / Editoriale
La sintesiTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
lunedì 25 gennaio 2016, 23:28Editoriale
di Luca Aprea
per Amaranta.it

La sintesi

Livorno - Como è stata la sintesi di questa stagione sciagurata. Stasera abbiamo visto tutto il repertorio: limiti tecnici della squadra, sfortuna, avversari che diventano fenomeni e gli arbitri inesorabili a piazzare il colpo di grazia. Il Livorno ci ha messo l'anima, chi è sceso in campo non si è risparmiato, questo si chiedeva e va dato atto alla squadra di averlo fatto. Comi che incorna di testa il pallone nonostante il capo sanguinante e fasciato è una delle poche immagini di questa serata da salvare. E da cui ripartire. Quello è lo spirito giusto. Il guaio è che purtroppo non basta. Gli amaranto hanno giocato una partita tutt'altro che brillante e la squadra è sembrata andare avanti più con cuore e impeto che con testa e lucidità. Del resto se la classifica dice 18esimo posto un motivo ci sarà. L'esonero di Panucci, risultati alla mano, è stato deleterio. La squadra appare smarrita. Il gruppo, formato da molti giovani, ha accusato il colpo. Ed è precipitato senza più riprendersi.

Premesso questo al Livorno mancano tanti, troppi, punti. Stasera la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il gol di Pettinari in fuorigioco clamoroso. Ma la lista degli obbrobri è lunga: il rigore inesistente di Lanciano, almeno uno dei due rigori subiti a Pescara e il rosso ad Emerson, l'espulsione esagerata inflitta a Comi a Perugia, il gol valido annullato a Vantaggiato a Bari sono solo alcune “perle” che i direttori di gara hanno regalato a un Livorno che, come detto, ha già i suoi enormi problemi. Nessuno vuole regali e nemmeno si pretende sempre e solo decisioni eque e favorevoli, sbagliare è un diritto di tutti, anche degli arbitri. Ma qui le decisioni sono tutte a senso unico e bene ha fatto (dimissioni a parte) il presidente Spinelli ad alzare la voce. Corretti sì, scemi no.

Come se tutto questo non bastasse sul Livorno si è abbattuta, inesorabile, la legge di Murphy: se qualcosa può andar male, lo farà. E allora giù con gli infortuni che colpiscono sempre gli uomini più importanti nei momenti decisivi della stagione, i portieri che si ricordano di essere fenomeni quando vedono l'amaranto (Terracciano qui trovò la sua serata di gloria e sempre qui, stasera, Scuffet si è ricordato di essere il nuovo Buffon...) e dulcis in fundo la sfiga nera, due pali che sono due ciliegine amare piazzate su una torta già indigesta.

Tutti segnali che fanno presagire un destino fosco che ancora ci rifiutiamo di accettare. Il punto di oggi, per quanto inutile, ferma l'emorragia di sconfitte e ci mantiene in zona playout. Guardate la classifica: bastano un paio di vittorie per fare un salto in avanti notevole, la Serie B è un campionato folle. Dobbiamo crederci. Non tutto è perduto. Non un passo indietro: non ora, non adesso.