Uniti per la rinascita
Livorno- Il calcio, si sa, e' sport nazionalpopolare e proprio per questo capita che ognuno ne parli e che in Italia ci sentiamo un po' tutti allenatori, dirigenti e presidenti sempre pronti a criticare o ad appoggiare scelte e de decisioni. Per non dire cosa succede quando capita di vedere o sentire nell'aria la possibilità di complotti o di qualcosa di marcio nell'ambiente che può diventare spunto per pettegolezzi. La piazza di Livorno non fa eccezione in questo pianeta che si sviluppa durante
la settimana e che ha la sua massima realizzazione nelle partite del weekend.
La squadra amaranto ha sempre abituato i suoi tifosi a soffrire sul campo e fuori. Per tanti anni si è barcamenata nelle serie minori passando attraverso promozioni che l'hanno portata alle stelle e radiazioni che invece l'hanno fatta sprofondare nel baratro. Nel 2002 gli amaranto di mister Jaconi si sono riaffacciati al calcio che conta con la promozione in serie B. Da li le sofferenze dei labronici si sono ridotte all'osso. Vero, abbiamo visto le retrocessioni dalla A alla B, ma la squadra ha sempre galleggiato nei campionati cadetti togliendosi anche delle soddisfazioni una su tutte la partecipazione alla Coppa UEFA nella stagione 2006/2007.
Questa stagione, invece, sta facendo tornare la paura di rischiare quella serie C o meglio la Lega Pro che nessun tifoso livornese vorrebbe tornare a vedere.
La stagione e' sicuramente complicata, i due mesi di risultati negativi seguiti all'esonero di Panucci hanno sicuramente peggiorato la situazione. L'abbandono della presidenza da parte di Spinelli ha acceso negli animi di chi crea disfattismo la quasi certezza della retrocessione. Certo, la squadra non ha una classifica fantastica, e' cosa sotto gli occhi di tutti, ma dovrebbe essere altrettanto evidente il lavoro di un allenatore che sta cercando in tutti i modi di far tirare fuori le qualità ad un gruppo di ragazzi per lo più giovani che forse per la prima volta devono affrontare delle difficoltà così e una piazza calda che in certi momenti fa sentire la sua pressione. Un allenatore, Panucci, che è' alla sua prima esperienza e che sta mettendo in campo tutta la sua voglia di fare bene e di arrivare che lo ha sempre caratterizzato con pregi e difetti. Predica da mesi una cultura del lavoro maturata nel corso degli anni che può dare i suoi risultati se lasciata attecchire e crescere giorno dopo giorno.
Dall'altra parte una società che non sembra aver la volontà di mollare ma che vuole salvare questa stagione. Tutto questo però può succedere solo se tutte le componenti in gioco lavorano nella stessa direzione come una cosa sola. Il popolo amaranto ha sempre saputo stringerai attorno ai suoi colori nei momenti belli e soprattutto nei momenti difficili. Questo è' uno di quelli e forse la cosa migliore e' lasciare da parte critiche, pettegolezzi e interpretazioni e sostituirli con la vicinanza e l'appoggio di settimana in settimana come solo i sostenitori amaranto sanno fare. Fino alla fine.


