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Livorno - Crotone, le pagelle degli AmarantoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
martedì 1 marzo 2016, 23:49Calcio
di Gianluca Andreuccetti
per Amaranta.it

Livorno - Crotone, le pagelle degli Amaranto

Livorno – Molto più che incoraggiante la prestazione del Livorno che, rimasto in dieci uomini dopo venti minuti di gioco per l’espulsione di Luci, riesce ad inchiodare il Crotone secondo in classifica sul risultato di parità: l’importanza del risultato raggiunto fa sì che anche chi non ha brillato ha comunque meritato un voto sufficiente o più che sufficiente, con l'eccezione del capitano amaranto.

Pinsoglio. Sebbene non dia la sensazione di regalare alla propria retroguardia la stessa sicurezza mostrata in altre occasioni, i suoi interventi sono provvidenziali in almeno tre occasioni ed evitano al Livorno di affondare. Emblema della sua partita è la parata che compie opponendosi con il corpo a una conclusione a colpo sicuro di Stoian, dopo aver sbagliato il tempo dell’uscita in presa alta su un cross dalla destra di Martella. Rivedibile il prolungato fraseggio con i piedi che porta avanti con Ceccherini per tutto l’arco del match. Voto: 7,5.

Antonini. Il modulo di gioco, la forza della squadra avversaria e la prematura inferiorità numerica conseguente all’espulsione di Luci lo costringono ad una prestazione vissuta quasi esclusivamente in chiave difensiva, ma l’ex terzino sinistro del Milan non si perde d’animo e si cala nella parte, arrivando con l’intelligenza tattica lì dove faticherebbe ad arrivare con l’esuberanza fisica. Da brividi un suo passaggio all’indietro sul finire di partita, con il quale invita Pinsoglio ad intervenire con i piedi. Voto: 6.

Ceccherini. Diventa capitano dopo l’espulsione di Luci e sfodera una prestazione importante per il livello di attenzione che riesce ad imprimerle: concentrato e preciso in ogni situazione, non distoglie mai l’attenzione dall’azione di gioco, facendosi trovare sempre pronto. In più di un’occasione, sbroglia situazioni intricate che, senza il suo intervento, sarebbero potute diventare ancor più pericolose. Voto: 7.  

Vergara. Lascia a Ceccherini il ruolo di ultimo baluardo e assume su di sé il compito di uscire dalla linea difensiva per andare ad anticipare gli avversari e per impostare l’azione. E’ carico come una molla e lo si nota in almeno due occasioni: quando ordina a Budimir di rialzarsi dopo un contatto in area di rigore e quando se la prende con se stesso per un disimpegno sbagliato a metà del secondo tempo. Rischia l’autogol, deviando una conclusione a rete da parte di Claiton. Voto: 7.

Gasbarro. Fa tutto quello che ci si aspetta che faccia il terzino sinistro di una squadra rimasta in inferiorità numerica contro un undici superiore tecnicamente, aggiungendo una spiccata visione di gioco. Due suoi provvidenziali interventi in anticipo evitano altrettanti tiri a colpo sicuro verso la porta di Pinsoglio: di Ricci, nel primo tempo, e di Di Roberto, nel secondo tempo. Cala sul finire della seconda frazione, quando si rende protagonista di un dubbio contatto in area di rigore ai danni di Di Roberto. Ammonito, sarà squalificato. Voto: 7.  

Luci. Inizia bene la partita, fornendo a Vajushi un prezioso assist che l’albanese non riesce a trasformare in rete. In occasione dell’episodio che gli vale l’espulsione, non vi è dubbio che non volesse colpire l’avversario, ma la scarpata che raggiunge Martella è veramente molto brutta. Vederlo protestare nei confronti dell’arbitro con gli occhi iniettati di rabbia non migliora la sua posizione, dal momento che il Livorno avrà bisogno anche del suo capitano per raggiungere una salvezza che appare ancora oggi tutt’altro che scontata. Voto: 5.

Schiavone. Schierato nel consueto ruolo di regista davanti alla difesa, il ventitreenne centrocampista torinese tende ad eclissarsi in maniera preoccupante ogniqualvolta i centrocampisti avversari innestino le marce alte. Nasce, tuttavia, dai suoi piedi l’occasione più importante della partita per il Livorno quando, al quattordicesimo minuto della ripresa, serve con il contagiri un pallone per Cazzola in area di rigore, ma la conclusione del centrocampista amaranto viene neutralizzata da Cordaz. E’ da lucciconi agli occhi il gesto che compie, pochi minuti dopo l’espulsione di Luci, andando ad invitare Stoian ad alzarsi prontamente dopo un normale contatto di gioco, mentre il romeno finge di non capire. Voto: 7,5.     

Biagianti. Impiega più tempo di altri suoi compagni a calarsi nel clima della gara, arroventatosi a seguito dell’espulsione di Luci, ma riesce a farlo con profitto, rivelandosi fondamentale in alcuni ripiegamenti difensivi. Nel passaggio dal 4-3-3 al 4-4-1, si trasforma da interno destro a esterno sinistro. Lascia il posto a Moscati quando Tarroni si accorge che ha bisogno di più corsa in mezzo al campo. Voto: 6,5.

Moscati (19’ st). La posizione più avanzata non gli consente di sprigionare la sua esuberanza fisica, la qual cosa lo spinge a farsi notare più per la sua collaborazione con Antonini nella catena di destra che per eventuali discese in fase offensiva. Voto: 6.

Vajushi. La sensazione è che il buon Armando sia ancora alla ricerca della brillantezza che aveva caratterizzato il suo avvio di campionato e che stia pagando il lungo periodo di tempo vissuto per vari motivi ai margini dell’undici titolare. Càpita tra i suoi piedi la più ghiotta occasione del primo tempo degli amaranto, quando conclude con un diagonale largo alla sinistra di Cordaz un prezioso assist di Luci. Si dedica con profitto alla fase difensiva ed esce esausto per lasciare il posto a Cazzola. Voto: 6,5.

Cazzola (8’ st). Subentra a Vajushi nei primi minuti del secondo tempo, rendendo possibile un immediato cambio di modulo, dal 4-3-1-1 al 4-4-1: la sua fisicità lo agevola nell’entrare subito in partita, ma lo penalizza quando si tratta di correre dietro agli avversari. Ha il merito di trovarsi sui piedi la più chiara occasione da gol della partita e il demerito di non concretizzarla. Voto: 6.

Jelenic. Il centrocampista sloveno non ha rivali in quanto ad applicazione, dinamismo ed imprevedibilità: schierato nel ruolo di falso nueve, ha modo di sprigionare tutta la sua esplosività in attacco. L’espulsione di Luci lo costringe a tornare a centrocampo e da lì in avanti lo si può trovare con la stessa facilità a sradicare un pallone nei pressi della propria area di rigore o a concludere a rete. Voto: 7,5.

Baez. L’attaccante uruguaiano è di gran lunga il migliore in campo per la capacità e la voglia che ha di mettere le proprie qualità al servizio della squadra: corre, lotta, rientra a centrocampo per dare una mano in fase difensiva e per far ripartire l’azione, ma soprattutto fa reparto da solo, tenendo impegnata l’intera retroguardia crotonese. Avrebbe avuto bisogno di una spalla al proprio fianco, ma non è stato possibile. Voto: 8.

Comi (41’ st). Entra a quattro minuti dalla fine della partita e si cala subito nel clima della contesa, andando a conquistare un fallo a centrocampo. Senza voto.

Panucci. La sua scelta di schierare Jelenic nel ruolo di falso nueve e di lasciare in panchina Vantaggiato, in previsione della gara di Modena, trova riscontro in una squadra in grado di mettere in difficoltà il Crotone sul piano della corsa e della determinazione e dà la misura della maniera in cui sia stata preparata questa partita. Al di là delle comprensibili recriminazioni sulle due espulsioni, dispiace la maniera in cui protesta nei confronti della quaterna arbitrale per il nervosismo che potrebbe trasmettere alla squadra. Voto: 6.

Tarroni. Molto più che un portafortuna (ricordate la vittoria di Brescia dopo novantuno giorni di astinenza?): sembra il perfetto alter ego di Panucci per la sua capacità di dialogare continuamente con la squadra, a differenza di quanto riesca a fare il tecnico di Savona che, da questo punto di vista, fa ancora un po’ fatica a svestire i panni del giocatore e procede per strigliate successive. Con lui in panchina, il Livorno passa, inizialmente, al 4-3-1-1 e, poi, al 4-4-1. Voto: 7.