Bordocampo. Maledetta primavera
Trapani – La primavera tanto attesa e invocata non è ancora pervenuta. Non è arrivata quella meteorologica, il Provinciale di Erice è ben soleggiato ma serve il soprabito, né, soprattutto, quella metaforica. Non si è vista, infatti, la prestazione che da tanto tempo volevamo applaudire e, tantomeno, la soluzione di continuità a questo scempio inqualificabile. Il risultato della 32esima giornata è una sconfitta di misura che ci affonda, questa volta fino al collo, nella melma della zona play out. Non sono serviti i buoni propositi, le unità di intenti e le relative esternazioni. A niente sono valsi la conferma del modulo, il tridente inedito e i recuperi eccellenti ai quali ci eravamo a lungo aggrappati. Lo psicodramma continua ad andare in scena ma senza valenza terapeutica.
Il primo tempo è tutto di marca granata. Eccezion fatta per i cartellini gialli di Fedato dopo appena 50’’ e di Vajushi al 22° il tabellino parla solo il dialetto trapanese. In cadenza labronica solo qualche monosillabo, peraltro male articolato. Il pressing alto dei padroni di casa asfissia la trequarti e innesca le buone iniziative delle punte di mister Cosmi che dalla tribuna pregusta già le lusinghe della buona stagione. Panucci smette la giacca ma non di certo per l’atmosfera mite.
Nella ripresa si vede anche un po’ di Livorno. Al 5° Fedato si trova a tu per tu con il gol della svolta ma non riesce a gestire al meglio le leggi della fisica favorendo così l’intervento del portiere Nicolas David Andrade. E’ un’azione che però non ha un seguito consono. Anche il Trapani non è più incisivo come nella prima frazione ma nonostante questo, al 75°, va in gol con un tiro dal limite del libero ed indisturbato Fazio. Panucci butta dentro Báez e Vantaggiato per Fedato e Valoti. Le uniche conclusioni nello specchio arrivano dai piedi del Puma, entrambe su calcio piazzato. Il duello fra i due brasiliani lo vince quello con i guantoni e il pareggio non arriva mai.
Il Trapani inanella per la prima volta in questo campionato due vittorie consecutive. La statistica del Livorno fa venire freddo al cuore. Il problema più grosso non è tanto il perdurare di questo inverno rigido, ormai ci siamo abituati; il problema è che della primavera non si è vista nemmeno una rondine.


