Venezia-Livorno, un punto d'oro ed interessanti prospettive
Livorno - Un Livorno bello a metà esce con un punto meritato dal Pierluigi Penzo di Venezia.
Viste le premesse della vigilia, dovrebbe già andar bene così: in realtà è stato un pareggio che ha lasciato l'amaro in bocca ad una parte del tifo amaranto.
Soprattutto perché l'avversario di turno era apparso tutt'altro che irresistibile, andando a segno nell'unico vero tiro verso lo specchio della porta difesa da Mazzoni, dopodiché il Livorno era pure riuscito a riprendere in mano le redini del gioco, mancando di incisività in attacco e soprattutto di quella determinazione necessaria a conquistare tutta la posta in palio.
Ma sono altri gli aspetti che dovrebbero farci comunque pensare positivo: in primis l'atteggiamento visto in campo, che è quello di una squadra con evidenti limiti realizzativi ma che ha concesso poco e che non si è disunita nel momento di maggiore difficoltà.
In seconda battuta il cambio di modulo; ma non tanto per il passaggio a 4 in difesa o per la posizione di Diamanti trequartista dietro Murilo, bensì perché, a dispetto di quanto si potesse pensare, questa squadra può cambiare volto durante la gara e Lucarelli può fare affidamento su un organico in grado di adattarsi all'avversario di turno, permettendosi pure di imporre il proprio gioco quando tutti stanno bene.
Già, quando tutti stanno bene. Il fattore forma è determinante al momento è va sempre tenuto in considerazione, nel bene e nel male. Inutile ragionare su quel che poteva essere fatto è non è stato fatto in estate, ad oggi l'organico è composto da elementi che,per vari motivi o vengono da un periodo di inattività o sono reduci da un infortunio (in alcuni casi anche grave).
Questo implica il fatto di dover accettare che il Livorno possa attraversare un periodo di rodaggio più lungo e impegnativo, e che lo stesso Lucarelli abbia bisogno di tempo per vedere quali giocatori possono essere utili alla causa e chi invece si è defilato aspettando l'occasione buona per accasarsi altrove.
Serve pazienza, e fiducia verso chi ha sempre voluto bene alla gloriosa maglia amaranto, e che come tutti noi soffre e si danna l'animo alla ricerca della quadratura del cerchio capace di farci raggiungere l'obiettivo salvezza.


