Pineto-Livorno, le pagelle degli Amaranto
Livorno - Missione compiuta, il Livorno torna a casa con un punticino da una trasferta ostica ed una gara disputata su un campo corto e stretto, fatto apposta per esaltare le qualità dei padroni di casa e che ci ricordava uno dei peggiori incubi vissuti lo scorso campionato. Secondo tempo giocato in sofferenza di fronte alla forma fisica più brillante degli avversari che ci hanno messo in seria difficoltà, ma dove non ci sono arrivati i pedatori, ci è arrivato San Martinez, davvero strepitoso. Qualche nervosismo di troppo sia in campo che in panca, ma l’arbitro, negandoci un rigore grosso come una casa, avrebbe fatto perdere la pazienza anche a un santo. Ad ogni modo questo Livorno, ancora alla ricerca degli innesti giusti per completare il mosaico c’è, è squadra e il risultato riesce a prenderselo, va bene così. Dalla calda serata vissuta sulla riva del Mar Adriatico torniamo sul Tirreno con un punto che fa ancora primo posto in compagnia di avversarie più accreditate.
Le pagelle dei protagonisti.
Martinez: 8. Almeno 6 interventi prodigiosi, devo ricredermi sulla perplessità che aveva suscitato in me il suo ingaggio. Con il suo stile poco classico, padroneggia la porta come un gatto. Bravo, mi ricorda "el loco Gatti, arquero argentino" del Boca Junior, anni 70.
Regazzetti: 6+. Per me uno dei migliori per il rendimento costant, la capacità di interdire e proporsi in avanti. Il ragazzo ci sa fare.
Pittino: 6+. Buona anche la sua prova, dietro soffre ma stringe i denti e si fa valere. Sta acquistando sicurezza e autorità.
Bachini: 6. Prezioso quanto regolare, la sua è una onesta e buona prestazione.
Falasco: 6. Ancora in ritardo di condizione, soffre molto la velocità di Guadagni sulla fascia. Ma c’è sempre anche se l’ammonizione lo ha costretto a limitarsi ed è stato giusto sostituirlo per evitare la doppia ammonizione.
(11' st Djidji: 5. Un voto in meno per l’espulsione inutile rimediata nel finale. Un giocatore esperto come lui non deve cadere nella provocazione di un ragazzino. Resta sempre l’incognita sulla sua età effettiva, ma anche se gioca da fermo, il suo senso della posizione lo salva).
Bacciardi: 6. Meglio che all’esordio. Anche questa sera costretto al contenimento. Bello il suo tiro che ha scaldato la mano di Tonti. Mi piacerebbe fosse più autoritario e propositivo in avanti.
Arrigoni: 6. Aveva iniziato molto bene, ma l’ammonizione rimediata al 20’ lo ha praticamente tolto dalla partita costringendolo a fare il libero di altri tempi, relegandolo in copertura. Aveva ragione di arrabbiarsi con arbitro e guardalinee per non aver fatto rispettare la distanza regolamentare sul suo calcio di punizione.
Mawete: 6+. Meno brillante dell’esordio, il campo corto ne ha limitato la corsa, ma è sempre stato presente nel vivo delle azioni, avanti e indietro, macinando tanti chilometri.
Aramu: 5,5. Splendido il suo calcio di punizione che è uscito di pochissimo, ma è in netto ritardo di condizione e contro avversari che corrono il doppio soffre maledettamente. Forse andava tolto prima.
(31' st Gabbiani: sv. La velocità c’è tutta, avrà il tempo per dimostrare le altre qualità. Bravo nel liberare Mancini davanti a Tonti nell’azione del rigore negatoci)
Malagrida:6-. Un esordio sofferto, troppo isolato in avanti e distante da Di Carmine. Si è mangiato un gol da solo davanti al portiere, indeciso sul tiro a botta sicura, andando a cercare il dribbling sull’ultimo uomo per cercare l’angolo giusto.
(11' st Mancini: 6. In area di rigore sa starci e il suo peso si sente. Il fallo da rigore con l’avversario che lo cintura da dietro e lo sbatte a terra solo davanti alla porta era evidente).
Di Carmine: 6. Troppo isolato davanti, va trovata una soluzione. Si consuma nel fare decine di chilometri, ma non può e non deve rinculare per andare a trovarsi dei palloni giocabili, lo perdiamo. Deve stare più vicino all’area di rigore.
(31' st Rizza: sv. Una discreta sgroppata sulla fascia e tanto aiuto per i compagni nel convulso finale).
Lucarelli: 6. L’impostazione della gara la organizza bene. Forse qualche cambio andava effettuato prima. Anche se aveva ragione da vendere, il nervosismo che gli è costato l’espulsione andava evitato.
Pineto: Tonti 6;,Ienco 6+, Frare 6, Alessandretti 6,5, Guadagni 7 (39' st Pistillo sv), Lombardi 6, Germinario 6,5, D'Orazio 6,5 (27' st Serbouti: sv), Pellegrino 6 (27' st Nebuloso: sv), Forte 5 (11' st Delle Monache, 5); Vigliotti 6. All.: E. Barilari 6.
Arbitro: David Kovacevic della sezione di Arco Riva:4. Ma come si fa a non dare un rigore come quello che ha negato al Livorno? Prima il tocco di mano e poi, con la palla arrivata a Mancini davanti alla porta e l’amaranto chiaramente cinturato alla vita dal difensore, è andato a vedere le immagini e non ha avuto la personalità per concederlo. Male, molto male, come non essere andato a verificare la mancata osservanza della distanza sul calcio di punizione di Arrigoni e per aver perso la brocca nel convulso finale. Fino al 37’ del secondo tempo la sua direzione non aveva destato particolari recriminazioni.


