Missione compiuta...senza onore
Davide Bin
La qualificazione è arrivata e questa, diciamolo subito, era la cosa più importante; il primo posto nel girone non sarebbe stato conquistato nemmeno vincendo a Zurigo, visto che la contemporanea vittoria del Real a Marsiglia ha reso ininfluente il risultato del Milan, che si sarebbe qualificato anche perdendo, come stava facendo nel primo tempo, però non riuscire a battere lo Zurigo in ben due partite e raccogliere solo uno striminzito pareggio grazie ad un calcio di rigore e con gli avversari ridotti in dieci nel finale non è certo impresa memorabile o da squadra che appartiene all'elite europea. Tutto bene quel che finisce bene, quindi, ma pensate solo un momento se il Real non fossse stato sportivo e corretto e ad un certo punto, sapendo del Milan in difficoltà a Zurigo, avesse scelto di farsi battere dal Marsiglia per eliminare i rossoneri; ora saremmo qui a leccarci le ferite per non essere stati in grado di battere, nè all'andata nè al ritorno, una squadra modesta (lo dicono i risultati in Champions e nel campionato svizzero), ma che contro i rossoneri è sembrata imbattibile e, complice la maglia bianca indossata, pareva essere il vero Real Madrid. Considerato che nelle altre partite del girone aveva sempre perso (e a volte per goleada) bisogna ammettere che lo Zurigo ha dei meriti e ha giocato bene e con l'orgoglio di chi voleva il risultato di prestigio anche se inutile, ma che più che altro l'andamento della partita dipende dalle colpe dei rossoneri, probabilmente illusi che tutto fosse facile, sorpresi dall'aggressività degli avversari, al punto da giocare in modo pessimo nel primo tempo e un po' meglio nel secondo tempo, limitandosi però al minimo sindacale del gol del pareggio che ha evitato un'altra umiliante sconfitta contro lo Zurigo, che, come già detto, non avrebbe compromesso la qualificazione ma non sarebbe certo stata onorevole.
Leonardo conferma la solita formazione, nonostante qualche acciacco dei vari Ronaldinho, Thiago Silva e Ambrosini; sulle fasce, complice la squalifica di Zambrotta, ci sono i due "turbo" Antonini e Abate, ma ancora una volta si ha la conferma che Leo si affida sempre e comunque ai soliti undici o poco più, anche quando qualcuno non sta bene e ciò dimostra che non considera gli altri funzionali al suo progetto e che si fida solo di questa formazione, se è costretto a far giocare anche chi ha problemi fisici. Il settore ospiti del piccolo ma grazioso stadio di Zurigo è pieno, perchè la partita è decisiva e la giornata festiva ha spinto molti a raggiungere la non lontana cittadina svizzera per concedersi una gita e seguire e sostenere i rossoneri nell'ultima fatica del girone. Purtroppo pochi, se non i soliti della Sud, tifano e cantano e la prestazione a livello "canoro" sarà simile a quella della squadra in campo, mentre dal'altra parte la curva dello Zurigo è "calda" e ribollente d'entusiasmo come se fossero loro quelli che si giocano la qualificazione e non i sostenitori di una squadra già eliminata da tutto; evidentemente anche la tifoseria vuole fare bella figura al cospetto della squadra più titolata del mondo e ci riuscirà.
Si capisce subito che il Milan non è in serata di grazia: la squadra non è vivace, pimpante, a tratti irresistibile come sabato scorso contro la Sampdoria ma sembra tornata improvvisamente quella svagata e inconcludente di qualche settimana fa, proprio quando giocò la partita di andata; in effetti questa sfida sembra la fotocopia di quella e ci si chiede come mai i rossoneri stiano interpretando in questo modo una sfida decisiva. Solo un tiro al volo di Pato, su cross del solito positivo Antonini prolungato di testa da Borriello, scalda gli infreddoliti tifosi rossoneri, per il resto sono brividi e non per il freddo pungente ma per i pericoli che lo Zurigo riesce a creare, avvicinandosi in modo insidioso alla porta di Dida. Bisogna assistere sconcertati e preoccupati agli assalti degli svizzeri che bucano con disarmante facilità una difesa rimasta priva dopo pochi minuti dell'acciaccato Thiago Silva, sostituito da Kaladze, che, tanto per cambiare, si fa bruciare in velocità da Alphonse nell'occasione più colossale, fortunatamente sprecata dal giocatore dello Zurigo con un tiraccio alto e sballato. Il vantaggio dell Zurigo è nell'aria e arriva su calcio di punizione, concesso dall'arbitro nonostante dopo il fallo il giocatore che lo aveva subito avesse già tirato in porta. Quando le serate sono storte capita anche di prendere gol da un giocatore che di nome fa...Milan; la punizione di Grajic è perfetta e non lascia scampo a Dida e il Milan va sotto come all'andata e la paura e la tensione si impadroniscono dei tifosi sugli spalti e della squadra in campo, visto che a Marsiglia il risultato è 1-1 e un altro gol dei francesi, abbinato alla sconfitta dei rossoneri che sta maturando, vorrebbe dire eliminazione clamorosa del Milan. Nonostante la situazione tutt'altro che tranquilla i rossoneri non reagiscono nel primo tempo, a dimostrazione che l'approccio alla partita è stato sbagliato e non sarà facile invertire la tendenza.
Va un po' meglio nella ripresa e non potrebbe essere altrimenti, visto che per stare davvero tranquilli ed evitare brutte sorprese bisognerebbe rimontare e vincere. E' Ronaldinho a suonare la carica con un tiro che mette in difficoltà Leoni, ma non è certo un Milan paragonabile a quello visto contro la Sampdoria. Leonardo sostituisce un Ambrosini in serata negativa e sempre travolto a centrocampo dal pressing svizzero (anche se non è tutta colpa sua visto che non stava bene) con Flamini e il Milan si assesta un po' meglio; il minuto decisivo della sfida e dell'intero girone è il 64°: mentre il Real si porta in vantaggio a Marsiglia, il Milan ottiene un rigore per netto fallo di Rochat su Borriello, solo davanti al portiere; rigore ed espulsione del difensore, Ronaldinho spiazza Leoni e finalmente si può stare più tranquilli, perchè nonostante gli stenti il Milan ha la qualificazione in mano, anche se non per meriti suoi, almeno questa sera. Con gli svizzeri ridotti in dieci i rossoneri provano anche a vincere, ma senza troppa convinzione, attaccano perchè proprio non ne fanno a meno ma non creano colossali occasioni da gol; lo Zurigo si difende con ordine e prova anche a pungere in avanti nonostante l'inferiorità numerica e, intanto, Inzaghi gioca una sua personalissima partita fatta di sguardi con il suo allenatore Leonardo; SuperPippo scalpita per entrare, vorrebbe segnare il gol record nello stadio leggendario per i record dell'atletica e quasi si dimentica di fare riscaldamento per restare impietrito a fissare Leo in attesa di una chiamata che arriva solo a pochi minuti dalla fine, insufficienti per dare una svolta alla partita ma che bastano per farsi pescare qualche volta in fuorigioco. Quando sul tabellone appare il risultato di Marsiglia (terzo gol del Real) può scattare la festa nel settore dei tifosi rossoneri, esaltati anche dal fatto che la Juventus sta perdendo nettamente con il Bayern ed è eliminata. Al fischio finale i giocatori, invocati dalla curva, vengono a ricevere l'applauso per la qualificazione conquistata e regalano le maglie ai tifosi, giunti fino a Zurigo per sostenerli e ripagati con una prestazione non certo esaltante, anche se la qualificazione agli ottavi azzera tutto e rende positiva la serata.
Missione compiuta, con troppa fatica e poco onore, ma le considerazioni già fatte all'inizio dimostrano che alla fine il risultato si è rivelato ininfluente e, quindi, va bene così per un Milan incerottato e in serata di scarsa vena: il primo posto sarebbe comunque stato irraggiungibile e la qualificazione sarebbe arrivata anche perdendo, quindi archiviamo senza infamia e senza lode questa serata con troppi brividi ma con la gioia finale e proiettiamoci già con il pensiero al futuro. Purtroppo arrivare secondi è sinonimo di rischio di accoppiamento difficile per gli ottavi di finale, ma per chi in estate pensava ad un'eliminazione già a livello del girone si tratta comunque di un buon traguardo; ora bisognerà avere fortuna nel sorteggio e crescere ancora a livello di squadra, perchè il Milan visto a Zurigo avrebbe problemi contro chiunque. Il modulo scelto da Leonardo è irresistibile quando tutto gira a meraviglia, ma quando gli avversari corrono di più, pressano i portatori di palla, trovano le contromisure per bloccare le fonti del gioco rossonero e la mettono sul piano del fisico, basta uno Zurigo qualunque a creare problemi e ciò dovrebbe far riflettere Leonardo. Inoltre il fatto di puntare solo sui soliti undici e di cambiarli solo per infortuni e squalifiche sta cominciando a creare problemi dal punto di vista fisico, con alcuni giocatori appannati e altri acciaccati e rischia di creare scontento in chi, come Inzaghi, scalpita per dare il suo contributo, si sente ancora utile alla causa ma non può dimostrarlo. Il Milan di Loenardo sta facendo cose egregie rispetto alle prospettive estive, ma c'è ancora molto da migliorare sotto tutti i punti di vista, perchè ora la stagione entra nel vivo e una squadra che ha compiuto l'impresa al contrario di lasciare quattro punti su sei ai modesti svizzeri non può pretendere di andare molto lontano. La giornata di festa, però, si conclude comunque con la festa rossonera per l'approdo agli ottavi di finale e il rientro verso l'Italia, nonostante la stanchezza di una giornata intensa e con più tensioni del previsto è dolce e rilassante, perchè l'avventura europea del Milan continua e, in fondo, questo era l'obiettivo da raggiungere in qualunque modo a Zurigo.


