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Il Milan crolla sul più bello

autore
Davide Bin
per Milannews.it
lunedì 14 dicembre 2009, 00:22Vista dalla Curva
autore Davide Bin
14.12.2009 00:22Vista dalla Curva
I rossoneri perdono in casa contro il Palermo mentre l'Atalanta frena l'Inter; pericolo scampato di ritrovarsi troppo lontani dalla vetta o rimpianto per non essere a soli due punti dai cugini?
Filippo Gabutti
Filippo Gabutti

Dopo tredici gare ufficiali senza sconfitta e cinque vittorie consecutive in campionato, proprio quando ci sarebbe stata la possibilità di entrare in scia alla capolista Inter, un Milan meno brillante del solito perde in casa contro il Palermo, si mostra stanco e in riserva di energie e limita i danni solo grazie all'Atalanta, che frena l'Inter. In questi casi è sempre difficile stabilire se sia maggiore il sollievo per non essere scivolati lontani dalla vetta o il rammarico per non essersi avvicinati, ma visto che il pareggio dell'Atalanta è arrivato quando ormai la sconfitta del Milan era irrimediabile, penso che per una volta sia giusto vedere il bicchiere mezzo pieno, nonostante la prestazione sotto tono e il risultato negativo. Piuttosto bisogna chiedersi se questo Milan possa davvero sperare di raggiungere la vetta, visto che gli scricchiolii di Zurigo si sono trasformati nel crollo contro il Palermo, perchè la prestazione della squadra è rimasta la stessa (anzi questa volta il Milan ha giocato meglio di martedì) ma è cresciuto il valore degli avversari e le difficoltà incontrate dal Milan sono state insormontabili di fronte ad un Palermo cinico e convincente, bravo a chiudersi ma anche a ripartire e bucare una difesa rossonera in affanno anche per l'assenza di Thiago Silva. Ovviamente ora non bisogna vedere tutto nero, visto che il Milan ha avuto buone occasioni per cambiare il destino della partita, ma questo era il classico pomeriggio stregato in cui la palla non vuole saperne di entrare e lo dimostrano le conclusioni che hanno sfiorato il palo o il tiro di Ronaldinho clamorosamente respinto da...Pato, ma bisogna dare anche i giusti meriti al Palermo e accorgersi di quella spia rossa accesa sul serbatoio di energie della squadra rossonera, perchè siamo solo a metà dicembre, la stagione è ancora lunghissima e non si può andare avanti a schierare sempre gli stessi undici o poco più, perchè anche questa partita ha dimostrato che quando il Milan incontra una squadra organizzata che gioca a tutto campo e in velocità e la mette sul piano della corsa, sono guai e dolori e, quindi, è assolutamente necessario riuscire a correre come e più degli avversari e ciò può essere possibile solo con le giuste alternative ai titolari, che in questo momento o non ci sono o vengono considerate non adeguate dal tecnico Leonardo.

Pomeriggio gelido a San Siro e solito stadio semivuoto che mette malinconia: larghi vuoti in tutti i settori al punto che il più gremito è quello occupato dai bambini, cioè il primo verde; questo Milan sta facendo miracoli, è reduce da cinque vittorie consecutive in campionato, ha appena conquistato la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League e, quindi, ha ottenuto già più di quello che molti tifosi disfattisti pensavano in estate; sarebbe giusto dare più fiducia a questa squadra, sostenerla, "coccolarla" per spingerla a crescere ancora e a dare di più, ma molta gente preferisce restare a casa al calduccio, o fare lo shopping natalizio, continuando a rimpiangere Kakà o i mancati acquisti e a "punire" la società (non sottoscrivendo gli abbonamenti o acquistando i biglietti) mentre così facendo si penalizza solo la squadra che, ripeto, in questo momento sta dando tutto quello che ha, sta facendo il massimo e, forse, sta andando oltre i suoi limiti, che sono tanti ma che vengono nascosti bene. Leonardo fa un paio di mosse a sorpresa: l'infortunato Thiago Silva viene sostituito non con Kaladze ma con Favalli e nel tridente d'attacco c'è un inedito Abate al posto di Pato; scelte un po' particolari ma che forse dimostrano che anche l'allenatore si è accorto che c'è bisogno di forze fresche e qualcuno ha la necessità di rifiatare, anche se a cose fatte e sconfitta subita si potrebbe obiettare che intestardirsi ad applicare lo stesso modulo cambiando i protagonisti non è stata una scelta saggia, perchè in realtà per il momento non ci sono le alternative ai quattro là davanti e non si può mettere sullo stesso piano Abate e Pato, che hanno caratteristiche diversissime.



Si comincia e sono subito brividi e il freddo in questo caso non c'entra: grande occasione per Cavani dopo soli tre minuti ma il diagonale finisce a lato di pochissimo e si tira il primo sospiro di sollievo; tira Bresciano e Dida respinge con i pugni, poi Nocerino conclude alto di pochissimo. Sembra esserci solo il Palermo, poi timidamente il Milan esce dal guscio e si fa vedere in avanti con un tiro cross di Ronaldinho che nessuno sfrutta e con un assist dello stesso Dinho per Seedorf, il cui diagonale si spegne sul fondo di poco senza che Borriello riesca a raggiungerlo per deviarlo in rete. Il Milan prova a sfondare anche sulla destra con Zambrotta, ma il suo tiro viene respinto con i pugni da Sirigu, poi si rivede in avanti il Palermo e si soffre parecchio, perchè sull'imbeccata di Cavani, Bresciano tenta il diagonale che finisce fuori di un nonnulla. E' la partita dei diagonali leggermente imprecisi, perchè l'azione appena descritta si ripete a parti invertite e nell'altra area: Ronaldinho innesca Borriello ma la sua conclusione non ha miglior fortuna di quella di compagni e avversari e, così si va al riposo sullo 0-0, risultato sostanzialmente giusto, visto che entrambe le squadre hanno avuto buone occasioni, anche se bisogna ammettere che il Palermo è stato più pericoloso e incisivo, soprattutto perchè è venuto a Milano a giocare a viso aperto e senza timori reverenziali.

La ripresa inizia sulla stessa falsariga del primo tempo, con l'unica e non marginale differenza che gli attaccanti del Palermo aggiustano la mira e, quindi, ai brividi si sostituiscono i dolori per i tifosi rossoneri: Miccoli scappa via sulla sinistra, evita Zambrotta e fulmina Dida con un destro a girare che non gli lascia scampo. E' solo il quarto minuto e il piccolo attaccante del Palermo ha infilato il quarto gol della sua carriera al Milan. Leonardo corre ai ripari sostituendo Abate con Pato; prova non esaltante di Ignazio, ma l'attenuante c'è ed è che il giocatore che in questa stagione aveva fatto quasi sempre il terzino ha dovuto giocare cinquanta metri più avanti e non è facile calarsi subito nella parte e, soprattutto, non far rimpiangere Pato, anche se in quest ultimo periodo il Papero è in versione sbiadita e incolore. Il Palermo continua a giocare meglio del Milan e un cross di Nocerino, bucato sia da Simplicio che da Dida fa venire altri brividi ai tifosi rossoneri; la curva incita la squadra ma non si dimentica di chi in questo momento soffre in panchina o in tribuna e inneggia ai vari Abbiati, Gattuso e Inzaghi, definiti in settimana "senatori scontenti". Intanto la reazione del Milan in campo è flebile e impalpabile e il Palermo ne approfitta: Miccoli salta Antonini con un gioco di prestigio, un rimpallo sul tiro di Pastore favorisce Bresciano e va in scena la rappresentazione del presepe vivente rossonero, con i giocatori a fare le belle statuine mentre Bresciano segna da pochi passi; la difesa è ferma e in stato confusionale, il Palermo raddoppia e la sconfitta sembra ormai inevitabile. Il Milan prova a reagire ma l'emblema della giornata è il già citato tiro di Ronaldinho che viene respinto involontariamente da Pato. A metà tempo Leonardo manda in campo anche Inzaghi al posto di Seedorf, ma non sempre le mosse della disperazione funzionano e SuperPippo riesce a esibirsi solo in un colpo di testa debole che non impensierisce Sirigu. Il Milan stenta e la notizia del pareggio dell'Atalanta contro l'Inter fa aumentare i rimpianti, anche se il pubblico prende coraggio e prova a trascinare la squadra verso il miracolo; anche Ronaldinho si accorge di ciò che è avvenuto a Bergamo e fa ampi gesti come a dire "Che peccato!", vista la sconfitta che si sta materializzando per i rossoneri e che nemmeno l'ingresso di Flamini al posto dello stravolto Ambrosini può evitare. In pieno recupero c'è un clamoroso errore di Pato a pochi passi della porta, degna conclusione di un pomeriggio negativo.

Non è esattamante il regalo di Natale che ci aspettavamo dalla squadra nell'ultima esibizione casalinga del 2009, visto che un Milan poco lucido e reattivo ha preso per lunghi tratti dell'incontro una lezione di gioco dalla squadra di Delio Rossi, scesa in campo decisa ad ottenere i tre punti, riuscendoci meritatamente. La squadra di Leonardo ha confermato i dubbi sorti a Zurigo, facendoli diventare certezze: contro squadre che corrono i rossoneri soffrono e se contro i modesti svizzeri è bastata una timida reazione per evitare la sconfitta, la stessa cosa non poteva avvenire contro il ben più organizzato e solido Palermo. In questo momento i due centrocampisti davanti alla difesa (Ambrosini e Pirlo) sono in difficoltà, perchè non difesi adeguatamente e aiutati dai quattro là davanti e tutta la squadra ne risente; inoltre in difesa si è sentita la mancanza di Thiago Silva, la solita impeccabile prestazione di Nesta non è bastata e tutti i limiti attuali del Milan sono stati impietosamente evidenziati dal Palermo, dopo molte settimane in cui i rossoneri erano riusciti a nasconderli con ottime prestazioni e giocando spesso al di là delle proprie possibilità. Ora, però, chi gioca sempre e tira la carretta ormai da molte partite ha raggiunto un grado di cottura elevato e non gli si può chiedere di avere continuità, soprattutto dopo gli impegni di Champions, che portano via preziose energie psico-fisiche e costano punti soprattutto quando si sfidano squadre che, invece, si sono preparate con calma per tutta la settimana. Questa squadra vive in costante equilibrio instabile, visto il particolare schema adottato da Leonardo e basta poco a metterla in crisi; questa sconfitta sembra ridimensionare piani ed ambizioni del Milan, ma ora non bisogna fare drammi, perchè in fondo è reduce da dieci risultati utili consecutivi in campionato (sette vittorie e tre pareggi) e una sconfitta ogni tanto ci può anche stare (l'ultima in assoluto era stata quella casalinga contro lo Zurigo, l'ultima in campionato addirittura quella di Udine), anche perchè il risultato di Bergamo ne ha attutito le conseguenze negative: abbiamo aumentato di un solo punto il distacco e, quindi, va bene così, ma a pensare che in caso di vittoria potevamo essere a soli due punti dalla vetta c'è da mangiarsi le mani e viene da pensare che, purtroppo, un Milan stremato è crollato proprio sul più bello dopo un'esaltante rincorsa.

per Milannews.it

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