PENSACI RINGHIO...
Davide Bin
Questo articolo potrebbe intitolarsi "Lettera a cuore aperto a Gattuso" e, infatti, scriverò come se idealmente mi stessi rivolgendo direttamente al nostro campione, anche se so benissimo che lui non leggerà davvero queste mie parole...
Caro Gattuso, non voglio unirmi al già nutrito coro di chi ti implora di restare con noi e di non andartene, anche perchè, in verità, nessuno ti ha ancora sentito dire espressamente che vuoi lasciare il Milan; immagino, però, che tutte le notizie che si sentono sul tuo conto non siano solo semplici invenzioni e che, quindi, almeno la tentazione di cambiare aria tu ce l'abbia, anche perchè, se proprio lo vuoi sapere, la cosa che più mi ha fatto preoccupare e pensare che certe voci siano vere, è stata vedere che nelle ultime due partite casalinghe, derby compreso, non sei schizzato in campo alla testa del gruppo al momento del riscaldamento, come hai fatto per anni e in tutte le occasioni più importanti. Non conosco e, quindi, non posso giudicare i mille motivi che puoi avere a favore di una simile decisione e nemmeno ho il diritto di dirti cosa devi fare; la vita è tua, la carriera è tua e certe scelte competono solo a te con l'aiuto e il consiglio di chi ti vuole bene (comunque sappi che noi rientriamo in questa categoria...), perchè ognuno nella vita è e deve essere lasciato libero di fare ciò che vuole e nessuno dovrebbe permettersi di giudicare e rimproverare, ma solo di consigliare e suggerire. Ecco perchè il mio umile invito è solo quello ad isolarti per qualche attimo in un posto tranquillo, a chiudere gli occhi e a ripensare a tutto quello che hai vissuto nel Milan, a tutto quello che hai fatto vivere a noi tifosi rossoneri (impossibile riassumerlo in un solo articolo, ma tutti noi conserviamo queste emozioni in un angolo privilegiato del nostro cuore) e ad ipotizzare quale potrebbe essere il tuo futuro in questa squadra o in un'altra, prima di prendere qualunque decisione. Tante volte, dalla curva, ti abbiamo definito UNO DI NOI, perchè per noi incarni alla perfezione il ruolo di giocatore tifoso, di calciatore ultrà (nel senso positivo del termine, cioè che si riferisce a qualità o condizione che supera o eccede la norma), che sente la maglia come una seconda pelle, fa di tutto per onorarla fino in fondo, nelle vittorie come nelle sconfitte, mettendoci cuore, grinta, volontà, voglia di lottare per raggiungere il traguardo, oltre il normale (ultrà, appunto) e indipendentemente dal risultato, perchè nel calcio, come nella vita, si può vincere o perdere, riuscire o fallire, ma l'importante è mettercela tutta e non mollare fino alla fine. Per questo mi rivolgo a te come se fossi un qualunque "collega tifoso" che incontro allo stadio ogni domenica e rabbrividisco al solo pensiero di vederti indossare un'altra maglia in futuro; sarebbe come se io ad agosto mettessi la sciarpa del Bayern (tanto per fare un nome della squadra più interessata a te...) e andassi all'Allianz Arena e non più a San Siro; è una cosa che non esiste, è un'ipotesi bizzarra, irrealizzabile e irragionevole perchè, come sicuramente saprai, al mondo si possono cambiare hobby, gusti, abitudini, partito politico, religione, addirittura la moglie ma mai e poi mai la squadra del cuore; è una cosa curiosa e strana ma sta di fatto che è così! Sappiamo benissimo che voi giocatori siete professionisti, spesso andate non "dove vi porta il cuore" ma dove vi porta il...portafoglio, che per voi si tratta di un lavoro e via dicendo, ma vorrei che capiste (e qui mi rivolgo anche a tutti i tuoi colleghi) che per noi tifosi gesti come baciare la maglia, agitarla come se fosse una bandiera, battersi il petto all'altezza del cuore hanno un grande significato: ci illudiamo che siano sinceri e sentiti e rimaniamo davvero male quando capiamo che siamo stati ingannati da chi, da un giorno all'altro, cambia aria e va a baciare un'altra maglia (ogni riferimento a Shevchenko è puramente voluto!). Ricordi cos'hai detto e pensato quando Sheva ha deciso di lasciare il Milan? Immagino le stesse cose che abbiamo pensato noi! Bene, moltiplica quel dispiacere, quella sensazione di tradimento, quel disagio, quella rabbia che tutti abbiamo sentito crescere nel cuore e nella mente in quei giorni e capirai cosa proveremmo se tu ora prendessi la stessa decisione che non hai compreso e hai criticato allora.
Se non sbaglio una volta hai detto che non ti saresti mai mosso dal Milan e che per mandarti altrove avrebbero dovuto prenderti "a calci nel culo"; non mi sembra di aver visto ancora nessuno prenderti a pedate, quindi immagino che la cosa più giusta sarebbe rimanere dove sei ora; dove la trovi un'altra società come il Milan? Dove li trovi tifosi caldi, affettuosi e che ti adorano come noi? In quale squadra puoi pensare di ottenere i risultati e i successi conseguiti con il Milan? Si è parlato di questioni da chiarire con la società; si è parlato di motivazioni economiche e disparità di trattamento con altri campioni della rosa; un giorno, se davvero deciderai di andare via, spero che ci spiegherai e che sarai sincero, cioè non parlerai dell'esigenza dei tuoi figli di imparare il tedesco...almeno questo ce lo devi! Si è parlato anche di mancanza di stimoli e motivazioni dopo aver vinto tutto con la maglia rossonera; beh, se fosse così un certo Maldini avrebbe dovuto lasciare il Milan nel 1990, dopo aver vinto scudetto, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe europee, due Coppe Intercontinentali e, invece, diciott'anni e molti altri trofei dopo è ancora qui a chiedersi se deve proseguire per un altro anno e probabilmente lo farà. Se hai dubbi e brutti pensieri, entra nello spogliatoio, siediti accanto a Paolo e fatti spiegare come si fa a trovare stimoli e motivazioni giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, anno dopo anno, trionfo dopo trionfo e capirai cosa vuol dire rispondere a chi ti offre ponti d'oro e assegni in bianco: "Sono nato e morirò rossonero!" come fece Maldini quando l'Avvocato Agnelli lo voleva portare assolutamente a Torino. Io so, noi sappiamo che tu sei rossonero dentro come Paolo e per questo stentiamo a capire le tue perplessità nel proseguire la tua carriera...la tua vita nel Milan. E poi, dai, non può finire così, con una sostituzione e un'uscita a testa bassa in una delle partite più brutte della recente storia rossonera; se proprio devi lasciare il Milan meriti ben altro saluto e commiato, con i cori della tua curva, magari con una coppa in mano, quindi sei "costretto" a rimanere qui. Sai quante volte ho sentito tifosi borbottare e sbottare dopo qualche sconfitta: "Basta! Non vengo più allo stadio!" e poi la domenica dopo li ritrovi regolarmente lì a soffrire, tifare e gioire per il Milan; oppure "Basta! L'anno prossimo non rinnovo l'abbonamento se non comprano questo o quello e non fanno quello che dico io" e invece poi li incontri alla prima partita della stagione con il loro bell'abbonamento fra le mani, indipendentemente dalla campagna acquisti o dalle scelte societarie. Mi piace pensare che, come accaduto dopo Istanbul, i tuoi dubbi e la tua voglia di cambiare aria siano dovuti proprio a questo, ad uno sfogo momentaneo per la rabbia di una stagione che non finisce come tutti avremmo voluto e, se così fosse, sono sicuro che quando riaprirà San Siro nella prossima stagione e sentiremo i Queen preannunciare il vostro ingresso in campo per il riscaldamento, tu schizzerai fuori dal tunnel come un indemoniato e noi, lassù nella Sud, ci esalteremo, contenti e soddisfatti di poter vedere ancora UNO DI NOI in campo a rappresentarci e di poter dire che le bandiere nel calcio esistono ancora, sono rossonere e sventolano alte nel cielo di Milano, perchè certe cose, credimi, valgono più degli scudetti e delle Champions League. Pensaci, caro Ringhio e vedrai che quando le brutte sensazioni di una stagione finita male lascearanno nuovamente il posto alla voglia di lottare, soffrire e gioire insieme alla tua "famiglia rossonera", la decisione di rimanere "a casa" verrà da se' e saremo tutti più felici!


