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Il Milan non ha la forza di competere su due fronti, figurarsi su tre. E se anche i titolari steccano...

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Gaetano Mocciaro
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Gaetano Mocciaro
Oggi alle 07:55Serie A
06.11.2026 07:55Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Il Milan non ha la forza di giocare su due fronti, figurarsi su tre quando arriverà il suo turno in Coppa Italia. I primi mesi della stagione hanno evidenziato un problema chiaro dei rossoneri, incapaci di dare continuità di risultati. Anche in una partita che avrebbe dovuto dare motivazioni, come quella contro il Ferencvaros. Non tanto per l'avversario quanto per la classifica e la possibilità, che possiamo già definire tramontata, di arrivare tra le prime 8 d'Europa League.

Rischio eliminazione precoce dall'Europa League

La paura ora è non entrare nemmeno tra le prime 24. Il Milan è 27° e i prossimi impegni europei sono tutt'altro che semplici: trasferta con l'Olympiacos, che 8 anni fa mandava fuori dall'Europa League i rossoneri con un clamoroso 3-1 al Karaiskakis e il Sunderland a San Siro, che se è vero che in Premier soffre, in Europa va decisamente meglio dei rossoneri. E gli unici due incontri morbidi, contro Levski Sofia e Ararat-Armenia possono arrivare troppo tardi.

Per Amorim non è una questione di turnover

I numeri non sono il verbo, ma rendono l'idea. Dall'inizio della stagione, il Milan non è mai andato oltre le due vittorie consecutive, cosa che peraltro si è verificata in sole due occasioni. Le ultime 6 partite sono un perfetto alternarsi di 3 vittorie e altrettante sconfitte. Ruben Amorim respinge con forza l'idea che il turnover stia condizionando il rendimento. Semmai è una questione mentale: "Non siamo ancora pronti per essere competitivi ogni singolo giorno, e questo è un problema enorme per la nostra squadra". I blackout sono una costante del Milan di inizio anno, si sono visti persino nel corso dei 90 minuti come contro la Lazio, in una fase contro il Sassuolo, nei minuti finali contro l'Atalanta. Approcciare il Ferencvaros con questa superficialità lascia allibiti, perché vincere avrebbe permesso al Milan di guardare ai prossimi impegni europei con la tranquillità di avere quanto meno messo in cassaforte l'accesso ai playoff.

I sostituti non rendono. Le parole di Pioli post derby

Soprattutto perché degli undici titolari scelti, ben 6 (Torriani, Terracciano, Bartesaghi, Hutchinson, Jashari e Cisse) non hanno giocato o hanno giocato solo scampoli nel derby. Tutti bocciati e l'impressione è che questo Milan cali tremendamente di livello non appena alcuni giocatori vengono fatti riposare. E se qualcuno tra i titolari stecca (Rabiot) è finita. E tornano di moda le parole di Stefano Pioli, pronunciate il giorno dopo il derby: "Con i primi 11 in questo momento sono forti, quando fanno cambi invece hanno faticato". Servirà intervenire sul mercato, ma su questo Gerry Cardinale è stato già chiaro: darà i rinforzi necessari al tecnico.

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