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VERSO MILAN-UDINESE

autore
Davide Bin
per Milannews.it
sabato 17 maggio 2008, 11:56Vista dalla Curva
autore Davide Bin
17.05.2008 11:56Vista dalla Curva

Eccoci giunti all'ultimo appuntamento della stagione; chiunque di noi sperava che fosse molto diverso da ciò che sarà in realtà ma non sempre si può chiudere trionfalmente le annate, perchè, come dice il proverbio, non tutte le ciambelle riescono col buco. In effetti la "ciambella" del campionato rossonero è venuta davvero male, indipendentemente dall'epilogo di San Siro contro l'Udinese; l'eventuale miracolo di acciuffare in extremis la qualificazione alla Champions League non cambierebbe molto questo giudizio, se si pensa che la scorsa stagione, con un Milan più in difficoltà di questo per i motivi legati a Calciopoli e spiegati più volte e, oltretutto, impegnato in Champions League fino alla trionfale finale di Atene, il quarto posto (poi inutile visto l'esito della finale contro il Liverpool) arrivò con due giornate di anticipo, mentre ora è solo un sogno ed eventualmente arriverebbe all'ultimo respiro. Il punto della situazione l'ha fatto egregiamente Adriano Galliani in poche parole, dicendo che bisogna vincere contro l'Udinese e vedere cosa succede a Torino e se non avverrà il miracolo si potrà dire che, dopo sei anni consecutivi in Champions, il settimo anno il Milan si riposerà facendo la UEFA; comunque vada, l'obiettivo dell'anno prossimo resta lo scudetto da conquistare con Ancelotti in panchina. A parte lo scoop finale che l'allenatore non è, giustamente, in discussione, nemmeno in caso di mancato raggiungimento del quarto posto, il vice-presidente rossonero l'ha buttata sul biblico (forse perchè si trovava alla presentazione del progetto "Il Milan e gli oratori"...), sottolineando la coincidenza che anche il Diavolo potrebbe riposarsi al settimo giorno, ops anno, dopo sei di fatiche. A proposito di coincidenze, la partita casalinga contro l'Udinese si disputa esattamente un anno dopo, cioè alla vigilia della finale di Champions League e la cosa aumenta la nostalgia e il rimpianto: un anno fa i rossoneri chiudevano il ciclo di partite caslinghe proprio contro i friulani, ma la testa di tutti era già proiettata verso la finale di Atene; l'unico motivo per ricordare quel tardo pomeriggio (si giocò alle 18 del sabato) fu l'addio di Costacurta al Milan e al calcio giocato; Billy disputò quell'ultima partita da capitano e segnando anche un gol su rigore, il Milan perse 2-3 ma nessuno si disperò per quella sconfitta ininfluente. Al momento della creazione dei calendari, vedere che tre giorni prima della finale di Champions era in programma Milan-Udinese era sembrato di buon auspicio, invece la stagione ha preso un'altra piega; se vogliamo gettarla sull'amarcord, diciamo anche che il calendario del campionato prevedeva come ultima partita prima di Natale il derby in casa dell'Inter e come prima partita dell'anno solare la sfida casalinga contro il Napoli, ovvero la stessa cosa che accadde nel 1987/1988, la stagione del primo scudetto dell'era Berlusconi, vinto in rimonta con Sacchi in panchina.

Insomma c'erano tutti i presupposti e i segnali per vivere una stagione trionfale e, invece, a novanta minuti dalla fine siamo qui a sperare in un miracolo per ottenere l'obiettivo minimo di qualunque stagione rossonera, ovvero la qualificazione alla Champions League del prossimo anno. Non si può certo parlare di stagione fallimentare, visto che Supercoppa europea e Mondiale per club sono andati ad impreziosire la bacheca rossonera rendendo la società di Via Turati la più titolata al mondo, ma voltandoci indietro possiamo vedere tante partite in cui i rossoneri hanno giocato male e gettato via punti preziosi, soprattutto a San Siro e in avvio di stagione; non sarà certo contro l'Udinese che il Milan fallirà il suo obiettivo; gli errori sono stati fatti in passato e alla fine si passa solo alla cassa a riscuotere cio che è stato depositato in precedenza. L'unica similitudine con il Milan-Udinese della scorsa stagione resta, quindi, il clima emozionante e struggente degli addii; l'anno scorso era toccato, come già detto, a Costacurta, autentico monumento rossonero, questa volta saranno sicuramente Cafu e Serginho a salutare il pubblico rossonero; non si può dire che il loro curriculum rossonero sia paragonabile a quello di Costacurta, ma entrambi hanno dato il loro prezioso contributo ai successi degli ultimi anni e meritano un affettuoso saluto, un "in bocca al lupo" per il futuro e, magari, qualche minuto in campo. Sicuramente Ancelotti, sempre molto sensibile in queste occasioni, cercherà di accontentarli, anche se entrambi dovrebbero partire dalla panchina: la formazione, infatti, ricalcherà quella delle utlime giornate che, disastro di Napoli a parte, si è sempre comportata bene; le uniche varianti sono legate alle squalifiche di Nesta e Gattuso: Bonera si sposterà al centro della difesa, al fianco di Kaladze, con Oddo a destra e Favalli (o Jankulovski) a sinistra; a centrocampo ci sarà Brocchi al posto di Ringhio e per il resto tutto confermato, con il rientro del rimpianto (a Napoli) regista Pirlo e con Kakà che prosegue la sua "nuova carriera" di seconda punta in appoggio a Inzaghi, con Seedorf alle loro spalle. Potrebbe essere l'ultima esibizione del Milan "campione di tutto", che in estate verrà, se non proprio rivoluzionato, almeno ampiamente ritoccato con tanti nuovi innesti; prepariamoci, quindi, agli applausi finali, qualunque sia il destino di questa stagione, deludente o miracolosamente positivo (crederci non costa nulla e la speranza è sempre l'ulitma a morire), perchè questi ragazzi lo meritano a prescindere per tutto quello che hanno fatto!

per Milannews.it

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