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Il gioco del Milan é desaparecido: cambiano gli allenatori ma i problemi rimangono gli stessi

autore
Federico Sala
per Milannews.it
domenica 11 gennaio 2015, 22:00Primo Piano
autore Federico Sala
11.01.2015 22:00Primo Piano
Daniele Buffa/ Image Sport
Daniele Buffa/ Image Sport

La serata dell'Olimpico porta in casa Milan una folata di vento gelido: il clima caldo e positivo di fine 2014, dopo le ottime prestazioni contro Napoli e Roma, ha lasciato posto alla rigidità invernale di un momento più complesso che complicato, esploso in maniera del tutto inaspettata dopo le ultime due prestazioni. 

MOTIVI DI ALLARME - I campanelli di allarme e le luci rosse intermittenti sono un po' ovunque: dal punto di vista fisico la squadra sembra inchiodata al palo, fatica a supportare anche solo un tempo e quella brillantezza nelle ripartenze, vista per lo meno a sprazzi nel 2014, sembra un lontano ricordo. Il Milan non corre e se corre, lo fa male. Di fatto l'organizzazione della squadra ha ricominciato a fare acqua da tutte le parti: una volta in vantaggio, i rossoneri non hanno la capacità di gestire la partita a proprio piacimento e prendono gol con una facilità disarmante: con il Sassuolo Sansone, Zaza e Berardi hanno collezionato un paio di palle gol a testa oltre alle due reti realizzate, con il Torino il conto delle occasioni da rete subite é stato perso più o meno dopo un'ora sul cronometro. Per quanto riguarda la costruzione di gioco poi, il quadro clinico é da squadra in fin di vita: sette giorni fa, dopo 20 minuti di buon calcio e un gol realizzato, il Milan ha costruito una sola azione da gioco, conclusa da Pazzini, durante tutto il resto della gara, nonostante la necessità di rimettere in piedi la partita; ieri sera, se anche escludiamo la seconda pericope di gioco disputata in inferiorità numerica, dopo aver trovato il vantaggio al terzo minuto su una splendida giocata individuale di Menez, i rossoneri non hanno mai impensierito Padelli, spettatore non pagante per tutta la serata. 

LEITMOTIV FISSO - I problemi sorti in questo 2015 non sono però una novità. Il Milan ha cambiato allenatori, preparatori atletici, maghi delle palle inattive ma le difficoltà tornano ciclicamente senza mai essere risolte definitivamente. Senza giocatori di qualità in mezzo al campo, spariti durante l'era Allegri, il Milan non é stato più capace di macinare gioco e soluzioni: nel momento in cui la condizione fisica viene meno le lacune trasudano come pelle al sole e la cattiveria agonistica, richiesta da Inzaghi per rialzare la testa, non basta a conquistare il bottino pieno. I problemi insomma ci sono e continueranno ad esserci perché la materia prima é quella che é; i voli pindarici pro terzo posto sono destinati a rimanere tali, ma nonostante il Milan si sia scottato già diverse volte per poi precipitare, all'orizzonte, non si vedono ancora cambiamenti degni di nota.
 

per Milannews.it

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