Gazzetta - Un povero Milan, tutto Menez e catenaccio. E Inzaghi non è immune da colpe
Salvatore Trovato
I tifosi rossoneri, con ogni probabilità, sono ormai rassegnati: questo Milan non sa giocare a calcio e le colpe sono di tutti, dalla dirigenza alla squadra, passando inevitabilmente per l’allenatore. La prestazione offerta contro il Torino è stata a dir poco disarmante e la disamina effettuata stamane dalla Gazzetta dello Sport non lascia spazio ad altre interpretazioni: se il Milan “ammirato” martedì scorso col Sassuolo era sembrato piccolo piccolo, quello uscito indenne dall’Olimpico è stato addirittura imbarazzante per come si è arreso, rinunciando praticamente a giocare.
LIMITI - Una squadra che non costruisce, che difende male e non riparte, mostrando evidenti limiti di personalità. E mister Filippo Inzaghi - scrive la rosea - non è certo immune dalla figuraccia. Il suo 4-3-3 fa acqua da tutte le parti, le sue scelte sono spesso illogiche. Come quella effettuata ieri al 33eesimo della ripresa: togliendo Menez per inserire un altro centrale (Alex), Pippo ha costretto la squadra (già in balia del Toro) ad abbassarsi ulteriormente, finendo per essere schiacciata. Un 5-4-0 discutibile, inedito e inutile, perché, appena tre minuti dopo il cambio, ci ha pensato Glik a rimettere le cose a posto.
NIENTE SCUSE - Inoltre, l’essere rimasti in dieci non è certo una giustificazione, anche perché, già nel primo tempo, quindi in parità numerica, il Torino aveva dominato la scena, sfiorando più volte il gol. Fosse finita 3-1 - osserva la Gazza - nessuno avrebbe eccepito. E l’obiettivo Europa (inteso come Europa League ovviamente, mica Champions) si allontana: siamo quasi al giro di boa e la stagione, sulla falsa riga di quella precedente, ha preso una cattiva piega.


