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Milan, il terrore dei calci da fermo. Promossi i due osservati speciali. Siamo con Gattuso, per vincere ci vogliono soldi e campioni

autore
Antonio Vitiello
per Milannews.it
mercoledì 14 gennaio 2015, 00:00Editoriale
autore Antonio Vitiello
14.01.2015 00:00Editoriale

Il termine “sofferenza” resta sempre quello più gettonato dopo una partita del Milan. Anche ieri sera contro il Sassuolo i rossoneri hanno vinto a quattro minuti dai tempi supplementari. Un leggerissimo passo avanti ma esaminando il momento nero è da considerare oro colato per i ragazzi di Inzaghi. Pure un Sassuolo in campo con le riserve è riuscito a spaventare un Milan davvero in grande difficoltà psicologica. Ogni calcio d’angolo o punizione battuta nei pressi dell’area di rigore diventa puntualmente un’occasione da rete per gli avversari. La frittata tra l’altro è avvenuta pure ieri sera, sempre da calcio da fermo, ma fortunatamente è stata annullata la rete a Vrsaljko. Troppe disattenzioni, difensori e centrocampisti sono impauriti e hanno l’ansia di cascare sempre nella stessa trappola. Contro gli uomini di Di Francesco la difesa ha barcollato troppe volte, spesso errori banali e di bassa categoria. Male anche il centrocampo che con il pallone tra i piedi non sapeva cosa fare, la difficoltà di impostare un’azione pericolosa è lampante, tutto diventa terribilmente faticoso.

Positive le prestazioni di Cerci e Pazzini, i due osservati speciali della serata. L’attaccante ha finalmente trovato la rete, la prima della stagione, nella gara in cui per la prima volta è partito da titolare. L’assist tra l’altro è arrivato dai piedi di Alessio Cerci, per lui tante sgroppate e un palo. Deve ancora trovare la condizione ma può essere molto utile al tecnico. In grande spolvero anche Abate che sembra poter tornare nuovamente titolare anche in campionato. El Shaarawy meglio nel primo tempo, mentre nella ripresa si è eclissato.

“Per vincere ci vogliono i campioni. Finché non ci sono soldi la vedo dura per il Milan”, parole griffate Gennaro Gattuso. E’ il concetto che più ci sentiamo di condividere tra tutti quelli espressi sul momento del Milan. Possiamo prendere in esame le operazioni di Adriano Galliani, alcune cannate del tutto, altre buone intuizioni, oppure le scelte tecniche degli allenatori che si sono alternati in questi mesi complicati come Allegri, Seedorf e Inzaghi, ma il problema principale è sempre lo stesso. Senza soldi il Milan ha un destino già scritto, quello di essere una nobile decaduta che si crogiola nei fasti del passato, senza prospettive. Il giudizio è duro, forse drastico, ma alzi la mano chi è felice di vedere un Milan in queste condizioni.

Per dare una vera risposta all’ambiente servirebbero degli investimenti importanti. Sia per riportare la gente allo stadio sia per dare un’iniezione di fiducia ai giocatori che galleggiano costantemente tra le polemiche e la pressione della piazza. La proprietà sta rovinando quanto di buono fatto negli anni passati. Se è vero che il Milan per 20 anni ha dominato in Italia e in Europa, negli ultimi 5 sta arrancando pesantemente. Ha ragione Gattuso quando dice che servono i campioni, al Milan non c’è pazienza di aspettare i giovani, l’esempio è di come si stanno bruciando De Sciglio ed El Shaarawy inseriti in un contesto complicato e pieno di insidie. In società come quella rossonera non si va avanti senza introiti, la svolta deve arrivare dalla proprietà. Fare mercato con un budget limitatissimo porterà il Milan alla deriva. 

per Milannews.it

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