Barricate e contropiede: contro la Juve sarà un Milan (ancora) provinciale
Salvatore Trovato
Dopo la vittoria contro il Parma, la prima in Campionato nel 2015, il Milan si appresta ad affrontare la complicatissima trasferta di Torino. Ad attendere i rossoneri ci sarà la Juventus dell’ex Massimiliano Allegri, pronto a sgambettare nuovamente Pippo Inzaghi e i suoi dopo la vittoria di misura dell’andata. Di misura sì, ma solo nel risultato, non certo nella prestazione. Tutti, infatti, ricordano ancora quella partita a tinte uniche, bianconere ovviamente.
RIDIMENSIONAMENTO - Un Milan in balia dell’avversario, schiacciato nella propria metà campo e incapace di reagire. Fino all’inevitabile epilogo, cioè al gol di Carlos Tevez. Il popolo milanista, questa sera, si augura di vedere una prestazione decisamente diversa, ma le dichiarazioni della vigilia non lasciano certo spazio all’ottimismo. I rossoneri, infatti, come affermato ieri da Mauro Tassotti in conferenza stampa, firmerebbero per non perdere. Esternazioni che palesano un evidente (e inaccettabile) ridimensionamento. Addirittura in via Aldo Rossi c’è chi si accontenterebbe anche di una sconfitta onorevole.
BARRICATE - Insomma, il Milan si presenterà allo Stadium prima di tutto per non prenderle. Un atteggiamento da provinciale, che all’andata non aveva dato frutti. La formazione di Inzaghi baderà soprattutto a difendersi per poi provare a ripartire: nessuno si stupirà vedendo i rossoneri alzare le barricate. In fondo, Pippo è l’allenatore che, per difendere il vantaggio sul Parma, non aveva esitato, tra i fischi di San Siro, a togliere una punta (Destro) per un centrocampista.


