Muntari-Essien, che disastro: Inzaghi vede ma non provvede. E quella fascia sul braccio del quattro...
Salvatore Trovato
Alzi la mano chi, alla lettura delle formazioni, non ha imprecato almeno un po’. Il centrocampo del Milan affidato alle "geometrie" di Michael Essien e alle "intuizioni" di Sulley Muntari. Troppo, decisamente troppo... Una sorta di attentato alla pazienza dei tifosi rossoneri, ormai stanchi e quasi rassegnati. Il duo ghanese si presenta subito con un paio di svarioni che scatenano l’ilarità dello Juventus Stadium. È l’ex Chelsea ad aprire le danze, ma il connazionale non si fa certo attendere.
ORRORI A RIPETIZIONE - Su ogni gol subito c’è lo zampino dei due. Su ogni ripartenza della Juve c’è la loro griffe. Muntari è addirittura comico in occasione del raddoppio bianconero, quando chiede (con tanto di mano alzata) il fuorigioco di Bonucci, nonostante ci fosse lui, sulla linea di porta, al fianco di Diego Lopez, a tenere in gioco il difensore juventino. Eppure, nonostante tutto, la premiata ditta resta in campo, fino al novantesimo. Ok le assenze e le scelte forzate, ma quando è troppo (dicevamo) è troppo.
SCELTA DISCUTIBILE - E come se non bastasse, a Muntari è spettato anche l’onore di indossare la fascia da capitano. Una scelta che il popolo milanista non ha condiviso. Il Milan, infatti, era abituato a ben altri leader, a ben altre figure carismatiche. Ma questa, purtroppo, è la triste realtà di un club che, ormai da anni, naviga a vista e che ha perso, strada facendo, il proprio stile e la propria identità.


