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Empoli e Cesena sono il punto di non ritorno: Inzaghi deve dare delle risposte

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Federico Sala
per Milannews.it
lunedì 9 febbraio 2015, 14:00Primo Piano
autore Federico Sala
09.02.2015 14:00Primo Piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

Aspettarsi delle risposte a Torino contro una squadra più completa, più atletica, più tecnica, semplicemente più forte, era un'operazione molto pericolosa, soprattutto dopo una vittoria sofferta contro l'ultima della classe e quindi, per antonomasia e correlazione, semplicemente la più scarsa. Nonostante ciò, Inzaghi e l'ambiente rossonero erano convinti che la gara contro la Juventus avrebbe pututo essere quella della svolta, idea utopica con tutti gli effettivi, fantascientifica con 14 defezioni e i soliti orrori prodotti dal duo ghanese in mezzo al campo.

SCELTE INCOMPRENSIBILI. Eppure il Milan non ha del tutto sfigurato, ma Inzaghi é finito nuovamente sulla graticola, vittima e artefice di scelte al limite dell'incomprensibile che hanno fatto infuriare i tifosi rossoneri: dover vedere ancora una volta Muntari ed Essien combinarne di tutti i colori a livello tecnico e tattico, con il primo colpevole del secondo e del terzo gol subito per due palloni mortiferi persi al limite dell'area, e il secondo mai in partita, scherzato dalla coppia Vidal-Pogba che ha goduto di una serata più che tranquilla senza strafare, é l'ennesimo supplizio di una stagione in cui la qualità in mezzo al campo é sempre stata il tallone d'Achille di questa squadra. In assenza di alternative valide come Montolivo, De Jong e Bonaventura (non al 100%), resta un mistero perché Inzaghi, fautore del progetto giovani, non abbia puntato su Mastalli, capitano della primavera e autore fin qui di un'ottima stagione. L'altra considerazione riguarda Suso, arrivato da quasi un mese e utilizzato una sola volta negli ultimi minuti contro la Lazio in coppa Italia; il terzo cambio Rami-Zaccardo, che ha precluso l'ingresso del numero 8, in un momento di rincorsa del risultato e non di consolidamento, é da annoverare tra le scelte più incomprensibili della giovane carriera di Mister Inzaghi. 

MILAN-EMPOLI. Il vero esame per i rossoneri, dunque, sarà quello di Domenica contro la squadra di Sarri: l'Empoli arriva dalla vittoria casalinga contro il Cesena e dall'ottimo pareggio di Roma, é una squadra che gioca un ottimo calcio, ma i rossoneri non possono e non devono fallire il sesto appuntamento su sette di questo 2015. Dopo la vittoria contro il Parma, i toscani sono la successione logica degli avvenimenti per valutare lo stato di salute del Milan e di Inzaghi, chiamato da qui alla fine della stagione a scelte difficili, ma che richiederebbero un po' di coraggio in più per non fallire in partenza come a Torino. Pippo sa di avere tutti i riflettori puntati addosso e di essere da solo sul palco; le prossime gare contro Empoli, Cesena e Chievo Verona saranno fondamentali per non perdere del tutto il treno Europa League e, soprattutto, per cominciare a ricevere quelle risposte che, per forza di cose, a Torino, non sono arrivate. Inzaghi deve rispondere presente come ha sempre fatto nella sua carriera da giocatore, ma per recitare questo monologo sotto l'attenzione di tutti, davanti ad un palcoscenico gremito e pronto a fischiare, deve incominciare ad aiutare se stesso puntando su delle pedine meno usurate di quelle viste finora. 

per Milannews.it

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