A Torino l'ennesima conferma di una necessità pura e semplice: in estate bisognerà pensare alla mediana
Matteo Calcagni
L'ultimo calciomercato rossonero è difficilmente discutibile, avendo il Milan acquisito una serie di giocatori importanti e di conseguenza migliorato la rosa. Quello che però destava, e continua a destare, perplessità, è stato il quasi totale snobismo del reparto di centrocampo. Il "siamo troppi" ripetuto da Galliani è sicuramente un tema valido, ma se negli altri reparti il problema era numerico, in quello intermedio è assolutamente tecnico. La differenza vera tra Juventus e Milan è ricercabile quasi esclusivamente in mediana: Inzaghi non disporrà di un Tevez, ma attacco e difesa rossoneri non distano incredibilmente da quelli bianconeri. Tra i due centrocampi, però, esiste una vera e propria voragine qualitativa, fisica e caratteriale.
NECESSITA' PURA - Con de Jong e Montolivo la situazione migliora, ma da soli non bastano per costituire una mediana di alto livello. Andrea Poli ci mette sempre grinta e cuore, e meriterebbe maggior considerazione, ma anche lui non può essere paragonato ai colossi juventini. Cosa fare quindi? Pensare, una volta per tutte, al centrocampo. L'invocazione è ormai diventata una litania, ma ci auguriamo che finalmente venga ascoltata. Nel mercato estivo, rosa alla mano, difesa e attacco potrebbero rimanere così, ma la mediana dovrebbe ricevere le attenzioni che merita. Nessuno chiede colpi da 30/40 milioni di euro, ma acquisizioni intelligenti di giocatori qualitativi, in grado di elevare il tasso tecnico di un reparto particolarmente deficitario.
OCCHIO AL PASSATO - Lo scorso agosto il Milan ha portato a casa van Ginkel, giocatore talentuoso ma penalizzato dagli infortuni e dalla tipoligia di trasferimento. Un calciatore in prestito secco, a meno che si tratti di un fenomeno puro, tenderà sempre a faticare: un sospetto che si aveva già all'epoca e che è stato confermato dalle pochissime presenze. Discorso diverso per Suso, il quale però si va ad iscrivere nel sesquipedale elenco di "progetti di adattamento": lo spagnolo è un calciatore offensivo, che dà il meglio partendo largo a destra, certamente non una mezz'ala. Si potrà lavorare su questo a Milanello, ma ci vorrà del tempo e tanta pazienza: pazienza che al Milan non sempre è di casa, vedi Saponara. Per il futuro, tenendo conto di tutto questo, sarebbe quindi consigliabile cercare centrocampisti di ruolo, possibilmente non in prestito, non per forza già affermati. Una via che può portare a soddisfazioni o delusioni, ma l'unica chance per restaurare un reparto assolutamente bisognoso di interventi.


