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ESCLUSIVA MN - Bocci: "Al Milan c’è pressione, per Inzaghi è facile andare in confusione. L’Europa League sarebbe un successo per Pippo"

autore
Claudia Schiattone
per Milannews.it
mercoledì 11 febbraio 2015, 12:00Primo Piano
autore Claudia Schiattone
11.02.2015 12:00Primo Piano
Daniele Mascolo/Photoviews
Daniele Mascolo/Photoviews

La redazione di Milnenews.it ha contattato Alessandra Bocci di Gazzetta dello Sport per parlare di polemiche televisive, Juve-Milan (sul campo) e prossimi impegni dei rossoneri.

Venerdì c’è l’Assemblea di Lega e si è aggiunto un altro punto all’ordine del giorno, ossia la regia delle partite. Potrebbe davvero cambiare qualcosa nel sistema dalla prossima stagione o resterà una polemica?

“In base a quanto sappiamo noi della Gazzetta probabilmente cambierà qualcosa nella produzione delle partite, poi non so dire se ciò sarà sufficiente ad evitare le polemiche. Quello che è successo è lo specchio di ciò che succede nel calcio italiano, a dimostrazione che a volte non solo non basta l’occhio umano,ma è sottoposto ad analisi anche l’occhio tecnologico. Mi viene il dubbio che anche se mettessimo la moviola in campo ci sarebbero comunque delle polemiche, ormai è un po’ in gioco, lo fanno al bar sport e lo fanno anche i dirigenti. La tecnologia serve secondo me solo in situazioni come il gol non gol, come c’è in Inghilterra; così si sarebbero evitate situazioni come il gol di Muntari che ci portiamo dietro ancora adesso”.

Troppa la polemica sollevata da Galliani e troppa anche la reazione della Juve?

“Galliani sa sempre dove vuole arrivare quando fa una polemica, quindi avrà i suoi motivi. Per quanto riguarda la Juve quell’appellativo “Sig. Geometra Galliani” non è particolarmente chic. C’è anche da dire che la Juve è storicamente sottoposta a critiche, perché bene o male negli episodi critici c’è sempre la Juventus…saranno sfortunati, non so. Poi è dall’inizio della stagione che sono sotto pressione con le critiche di Garcia della Roma, quindi anche loro hanno perso un pochino il senso della misura”.

Torniamo al campo. C’è una spiegazione tecnica o c’è stata un po’ di confusione in panchina nel momento della sostituzione di Poli al posto di Muntari?

“A volte lì anche i giocatori si fanno capire poco, arrivano dei messaggi sbagliati dal campo alla panchina. In tutto ciò che succede ora al Milan c’è davvero una grande pressione e forse è facile per Inzaghi, che non ha una grande esperienza come allenatore, andare in confusione. Dall’inizio dell’ultima stagione di Allegri la panchina del Milan scotta. Sappiamo tutte le polemiche con Seedorf, i cronisti (me compresa) sono stati accusati di lavorare contro Seedorf. Nessuno di noi lavorava contro lui, ma ci sono delle situazioni in cui chi fa il cronista è chiamato a registrare determinati errori e atteggiamenti. Quest’anno, forse perché Inzaghi ha un gran rapporto con i tifosi e società, mi sembra che ci siano stati momenti di confusione, ma che il clima sia meno avvelenato e questo è un bene per la squadra”.

Anche nella gestione del gruppo forse Pippo si è fatto un po’ più voler bene rispetto a Seedorf…

“È un altro carattere, un’altra storia. Clarence si è trovato un po’ in un vortice, nel senso che è arrivato scelto da Berlusconi e ha pensato di avere poteri che la società in realtà non volesse attribuirgli; quindi in quel caso c’è stato un difetto di comunicazione, cosa che fa un po’ ridere perché il Presidente ha fondato il suo impero sulla comunicazione. Eppure nelle ultime stagioni non sempre si è detto chiaramente che il Milan attraverserà una lunga fase di ristrutturazione. A mente fredda dispiace che in tutto ciò sia andato di mezzo Seedorf che è stato un grande giocatore del Milan e magari potrà diventare anche un buon allenatore”.

Tra le note positive c’è la prestazione di Antonelli. Potrebbe soffiare il posto a De Sciglio?

“Antonelli già è stato gratificato di questa patente di leader e si vede che è un ragazzo più maturo rispetto a De Sciglio e non ha tutto il carico di responsabilità che quest’ultimo si è ritrovato addosso. Mattia è stato schiacciato da questo macigno di essere definito l’erede di Maldini, ma queste sono cose pesantissime e prima anche solo di pensarle bisognerebbe aspettare un po’. È un ragazzo molto giovane edè andato in bambola con allenatori e metodi diversi, come se fosse finito in un frullatore. In più ha avuto molti infortuni, quindi aver fatto la  gavetta in provincia senza essere “l’unto del Signore” rende tutto più facile ad Antonelli”.

Il calendario del Milan ora è in discesa: Empoli, Cesena e le veronesi. Se non si prendono punti ora, quando?

“In tv qualcuno sostiene che Inzaghi abbia scelto un profilo un po’ più da provinciale per il Milan. Secondo me questo è positivo, perché in una situazione del genere una squadra deve imparare a giocare e lottare in un certo modo. D’altra parte l’Atletico Madrid con un certo tipo di atteggiamento è quasi arrivato a vincere la Champions. Non bisogna vergognarsene. Proprio questo spirito che si è visto a tratti anche nella partita con la Juve, con squadre che non hanno il passo tecnico della Juve, può avvantaggiare. Sinceramente è impossibile che il Milan arrivi al terzo posto, sarebbe un grandissimo successo per Inzaghi arrivare in Europa League. Lancio un appello ai tifosi rossoneri: sarà bene che tutti si rendano conto che l’Europa League è un Signor Trofeo ed è l’unico trofeo europeo che realisticamente un club italiano può vincere. Capisco che i tifosi siano abituati ad altro, ma per il Milan questa competizione l’anno prossimo non dovrebbe essere una seccatura, anzi sarebbe molto positivo per la società”.

per Milannews.it

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