Quattro vittorie per acciuffare l'obiettivo europeo: il Milan può farcela, ma basta harakiri...
Matteo Calcagni
La sconfitta interna della Lazio contro il Genoa, oltre a rialzare in classifica i rossoblù, ha permesso al Milan di non perdere terreno dal sesto posto, ultimo slot utile per la qualificazione all'Europa League. Cinque punti dalla Lazio (sesta), sei lunghezze da Fiorentina e Sampdoria (quarta e quinta): distanze non irrisorie ma nemmeno incolmabili, soprattutto se arrivassero finalmente delle vittorie...
EMPOLI PRIMA TAPPA - Per acciuffare l'Europa League i rossoneri dovranno conquistare circa 60 punti, raggiungibili - conti alla mano - con una decina di vittorie. Il calendario offre all'undici di Inzaghi la grande chance di rialzare la testa, sebbene finora occasioni del genere siano state quasi sempre fallite. La gara contro l'Empoli sarà la prima di un quartetto da non sbagliare, completato dalle partite con Cesena, Chievo e Verona. Nessuno regalerà nulla, motivo per cui il Milan dovrà prendersi, senza obbligatorialmente utilizzare il fioretto, quattro successi fondamentali.
CAMBIO DI PASSO - Per tornare a vincere, serviranno più gol rispetto al recente passato, ma non basterà. Sarà necessaria un'attenzione maggiore, in modo da non regalare agevoli vantaggi agli avversari. Contro Sassuolo, Atalanta e Lazio i rossoneri hanno commesso sostanzialmente harakiri, confezionando veri e propri assist per le compagini rivali. Vincere le prossime sfide è pienamente nelle corde di questo Milan, a patto che non continui a commettere le stesse ridondanti ingenuità.


