La verità che fa male. Una sola buona notizia...
Francesco Somma
Che il mese di gennaio fosse irto di insidie, lo sapevamo da tempo. Derby, Fiorentina (poi rinviata), Juve, Genoa, l’impegno successivamente raddoppiato in Coppa Italia: 30 giorni densi di appuntamenti calcistici, pericoli e crocevia da attraversare indenni. Avevamo iniziato nel migliore dei modi, vincendo e convincendo. 14 gol in 4 partite, per abbattere Genoa, Juve, Novara e Siena. Per arrivare al derby con il vento in poppa e qualcosa in più della proverbiale “speranziella”. Detto fatto: finché vince, questo Milan è intoccabile, anzi, può fare a meno di Pato e non aver paura di nessuno. Non c’è dubbio: siamo noi i favoriti, basta battere l’Inter e i giochi saranno riaperti. L’Inter zoppica contro Siena e Bari, e tutti la danno per spacciata. Poi, qualcosa va storto. I nerazzurri sfavoriti scendono in campo “con il coltello tra i denti”, compatti e decisi a dettar legge. Bastano pochi minuti per capire che non sarà una serata facile, e che il Milan sfavillante ed armonioso, che incanta e asfalta, non è pervenuto, venendo meno sul più bello. Derby all’Inter. Tanta delusione, ma in fondo abbiamo perso contro i più forti. Poi gennaio continua, sta per finire. Quarti di Coppa Italia all’Udinese.
Un punticino salvezza al Livorno di Cosmi. Tanti dubbi e il dolore della verità per il nostro Milan. Dubbi sulla forza del gruppo, sull’efficacia del calcio “bailado”, sui meriti-colpe dell’allenatore, sulla sostituibilità di alcune pedine. Alcuni di essi, forse, non saranno mai chiariti. Altri sono ricorrenti e risolti da qualche anno. La risposta arriva dai risultati, spietati nella loro semplicità: senza Nesta non è la stessa cosa; senza Pirlo, neppure; senza Pato – ma purché Ronaldinho sia in giornata –invece si può giocare, e vincere. Si scrive senza Nesta (o Pirlo), ma si legge senza sostituti all’altezza. Finché c’è il campionato, e Leo può contare su loro due (ai quali mi sento di aggiungere Thiago Silva e uno tra Borriello e Huntelaar) tutto fila liscio. Quando si mischiano le carte, si torna a sentire il dolore delle ultime due domeniche e dello scorso mercoledì. I colpi più duri ce li ha inflitti proprio l’Udinese, che ci ha fatto male ma al contempo ci ha aiutati a trovare un’altra risposta. Fa male capire –ancora una volta- che i titolari rossoneri (o almeno, non tutti) non hanno riserve all’altezza. Fa ancor più male constatare che –salvo colpi di scena delle ultime nove ore- i titolari e le riserve del Milan resteranno gli stessi. Ma tant’è, finché in ambito di clonazione non si faranno passi avanti, per competere su tre fronti occorre una rosa quantomeno competitiva. Lo so: diciamo e pensiamo sempre le stesse cose…
Ah, dimenticavo una buona notizia: oggi è 1 febbraio!


