Il braccino del tennista e le rimonte subite che allontanano l'Europa
Thomas Rolfi
Il pareggio subito dal Verona all'ultimo minuto di recupero nella gara di sabato sera a San Siro non è un episodio isolato nel campionato del Milan. La squadra di Filippo Inzaghi si è già infatti fatta rimontare diverse volte in quest'annata e questi risultati hanno pesantemente inciso sulla classifica deficitaria del Milan che in questo momento vede la squadra all'undicesimo posto. I rossoneri scendono in campo con timore e ogni qualvolta vanno in vantaggio, trasmettono all'esterno, avversario compreso, una grande paura di vincere, che infatti spesso causa il verificarsi del risultato opposto.
18 PUNTI IN MENO - Il Milan per ben 8 volte su 26 partite in questo campionato si è trovato sopra nel punteggio nel corso dei 90 minuti di gioco per poi subire una rimonta che è costata il pareggio (o addirittura la sconfitta in due occasioni). Se si sommano tutti i punti persi in questo modo dagli uomini di Filippo Inzaghi il totale ammonta a ben 18 punti lasciati per strada. La classifica avrebbe tutta un'altra faccia anche con solo la metà dei punti buttati nell'arco della stagione. Un dato ancora più emblematico è che ben 12 punti sono stati perso negli ultimi due mesi. Indice della crisi che serpeggia sempre più velenosa in casa Milan.
IL BRACCINO DEL TENNISTA CHE ALLONTANA L'EUROPA - I rossoneri hanno mostrato in diverse occasioni quella tipica paura di vincere che dovrebbe essere peculiarità di squadre con tutt'altro blasone rispetto a quello rossonero. Il presidente Berlusconi ha sempre detto che il Milan quando è in vantaggio deve addormentare la partita in modo che l'avversario non rientri in partita. In realtà, per demeriti tecnico-tattici e mentali, i rossoneri hanno spesso fatto il contrario rispetto a quanto richiesto dal patron. L'impressione è che alla squadra venga il cosiddetto 'braccino del tennista', ovvero quel meccanismo psicologico che blocca il gioco di un tennista facendolo giocare con paura e limitandone di molto il potenziale. Il Milan e Inzaghi devono assolutamente superare questo blocco mentale per evitare il 'cappotto'.


