LIVE MN - Bogarelli a MC: "Milan, unico brand italiano con appeal internazionale. Investitori? Berlusconi farà il bene del club"
Thomas Rolfi
Marco Bogarelli ha concesso una lunga intervista a Milan Channel. Ecco quanto dichiarato dal numero uno di Infront Italy al canale tematico rossonero.
Sulla passione rossonera: "La passione nasce da piccoli, nel mio caso Milan-Celtic Glasgow del 1968-69. Nonostante le mie prime partite abbiano riguardato l'Inter. Io son sempre stato bastian contrario e quindi son diventato milanista. Gli scozzesi erano un mito, tutti avevano le figurine del Celtic che alzavano la Coppa. L'andata a San Siro finì 0-0. Il ritorno invece vincemmo 1-0 là. Fu epico, degno di Milan-Manchester 3-0 del 2007".
Sulle presenze di Berlusconi a Milanello: "Era da un po' di tempo che non vedevo Berlusconi da vicino e l'ho trovato in una forma smagliante. Riesce a motivarti in un modo incredibile. Ha una capacità di suscitare entusiasmo straordinaria e di convincerti con delle argomentazioni brillanti. E' un asset importante per il Milan".
Sugli stadi di proprietà: "E' un'esigenza che hanno tutti, non solo il Milan. La realtà è che l'Italia ha perso una grandissima occasione e qua la Federazione qualche responsabilità ce l'ha. La Germania invece è stata lungimirante. Lo stadio costa troppo da costruire ex novo se va considerato solo per 19-20 partite all'anno, diverso se inizi a costruire alberghi, ristoranti, centri commerciali al suo interno".
Sui cinesi che hanno rilevato Infront: "Wanda-Group è un gruppo cinese ma internazionale perchè ricordiamo che hanno investimenti importantissimi in America, comprando una grossa catena di cinema americani. Sono l'azienda leader nel cinema hollywoodiano. La Cina ha superato gli Stati Uniti in termini di ricavi e numeri di sale sullo stesso territorio americano. Fino al 2020 è valido l'accordo con Wanda".
Sul vivere la partita allo stadio in futuro come se si fosse a casa: "Premetto che a livello internazionale Calciopoli ha inciso nella considerazione sul nostro campionato. Nel 2003 ricordiamo che c'erano 3 italiane su 4 in finale. Il calcio è diventato un fenomeno globale in concomitanza con Calciopoli, perdendo di vista la Premier che ora è irraggiungibile. Londra è il centro del mondo oggi, ha 8 squadre nella prima lega inglese. Un gap incolmabile anche dal punto di vista culturale. I nostri ricavi da stadio fanno ridere. Se si pensa a quanto sia poco friendly vedere una partita allo stadio in Italia hai già la risposta. Se poi quando sei dentro non puoi fare vedere la partita negli schermi, non si possono vedere replay, non c'è il wifi. Dovrebbero fare come la Champions, non si mandano in onda le azioni dubbie ma un gol come quello di Menez era da vedere 10 volte sul maxischermo. La differenza con quanto fruibile da casa è totalmente a vantaggio di quest'ultima".
Sui tifosi come risorsa per il calcio italiano ma trattati male: "Li trattiamo malissimo. Vedere una partita dal vivo non è paragonabile. E' la stessa cosa di un concerto. Se quando vado allo stadio trovo un'esperienza penalizzante ecco che non ci torno più. Il calcio deve cambiare in chiave moderna, i ritmi dei giovani non sono quelli che avevo io. Lo stadio deve diventare un'alternativa al centro commerciale e ogni componente della famiglia deve trovare il modo di passare la giornata allo stadio. Il clou è certamente la partita ma è necessario avere un'intrattenimento che dura per più dell'ora e mezza della partita".
Sulla polemica tra Milan e Juventus sul gol di Tevez: "Noi siamo advisor della Lega, ma noi non c'entravamo nulla e siamo stati tirati in ballo da un addetto stampa della Juventus. Il signor Galliani ha fatto una proposta di buon senso, ovvero una serie di regole che danno meno adito a sospetti. Secondo me ci sarebbe anche l'opportunità di cogliere dal mercato i registi. Alla Lega le nuove regole potrebbero dare sorprese molto gradite. Anche sulla prova televisiva oggi ci sono 8-10 telecamere che ti consentono di riprendere da vicino. Se le metti tutte a disposizioni del giudce sportivo, credo sia un fatto più oggettivo e imparziale".
Sul fair play finanziario: "A livello concettuale è giusto, l'applicazione è sbagliata. Oggi un fenomeno come quelli del PSG o del Manchester City non potrebbero nascere. L'investimento deve essere concesso su un arco temporale congruo con il fatturato di ogni squadra. E' evidente che bisognerebbe cercare di focolizzare gli investimenti su piazze che possono garantirti un importante ritorno economico. Questa norma così com'è credo sia troppo penalizzante e che non consente nuovi ingressi. In questo modo si blocca lo sviluppo con una regola seppur corretta, ma applicata male".
Sul brand Milan aperto al mondo asiatico: "Il Milan è uno dei pochissimi brand italiani che ha una notorietà internazionale e uno dei pochi brand europei. Per quanto riguarda il calcio è quello di gran lunga che può attirare investimenti da tutto il mondo. E' possibile che molti di questi investitori interessati al Milan vengano dall'Asia. Per Berlusconi il Milan è un fatto di cuore per cui sono certo che questi ingredienti saranno importanti per uno sviluppo che magari ci sarà a breve".
Su come ha visto la squadra nella serata di ieri: "Ho visto una squadra molto legata, molto complice di quello che stava facendo, anche dal punto di vista della solidarietà. Mi hanno dato una sensazione piacevole, di famiglia".


