Il Milan e l'acquolina degli stipendi risparmiati: obbligato uscire dal circolo vizioso di certi investimenti
Matteo Calcagni
Come spesso profilatosi nelle ultime stagioni, a giugno il Milan potrebbe contare su un copioso "tesoretto" derivante dai mancati rinnovi (e/o cessioni) di giocatori dal lauto ingaggio. Anche la scorsa estate la situazione pareva simile, viste le tante partenze, come quelle di Kakà, Robinho, Matri, Nocerino, Emanuelson... Insomma, anche un anno fa il Milan ha risparmiato diversi soldi dagli stipendi, ma quel margine di investimento è andato a coprire gli emolumenti dei nuovi arrivati, come Menez, Alex, Armero, Diego Lopez e Torres.
STOP A CERTI ACQUISTI - Quello che in futuro dovrà essere limitato, per cercare di cambiare qualcosa, è proprio l'ultimo punto. Se certi parametro zero o trasferimenti gratuiti sono quasi certezze come Diego Lopez, che è valso ogni centesimo speso, altri investimenti sono decisamente meno sicuri. Oltretutto, per determinati ruoli e mansioni, bisogna cessare immediatamente di acquisire compulsivamente senza costrutto. Pensiamo ad Armero, giocatore di fascia che in Italia aveva già dato dimostrazione di essere un esterno alto e non un terzino: c'era bisogno di sobbarcarsi un lordo di circa 3 milioni per comprendere quello che era più o meno noto a tutti?
CAMBIO DI ROTTA - Negli ultimi anni il Milan si è distinto per mercati con tantissimi (troppi) innesti, alcuni giocatori ingaggiati solo per sopperire ad assenze temporanee. Se in casa rossonera si vuole cambiare rotta, smettendo di dover - ogni anno - fare i conti con una rosa di oltre trenta elementi, bisogna necessariamente rompere questa particolare tradizione. Il Milan risparmierà diversi soldi dagli stipendi e questi soldi dovranno essere spesi, ma in qualità e non in quantità, altrimenti tra una stagione ci si ritroverà esattamente al punto di partenza e così via, in un circolo vizioso dal quale uscire sarebbe impossibile.


