Il Milan e una sosta di Natale maledetta: tutti i numeri del crollo dei rossoneri nel 2015
Enrico Ferrazzi
In casa rossonera, c’erano grandi presupposti per il 2015: nelle ultime due settimane del 2014, infatti, il Milan ha battuto il Napoli a San Siro, ha pareggiato sul campo della Roma, era ad un passo dal terzo posto e a Dubai, anche se era solo un’amichevole, ha battuto il Real Madrid Campione d’Europa e del Mondo. Nel club di via Aldo Rossi, c’erano dunque grandi aspettative per il nuovo anno e nessuno si aspettava una crisi come quella che ha colpito la squadra di Filippo Inzaghi: dalla sconfitta casalinga contro il Sassuolo del 6 gennaio, i rossoneri sono infatti entrati in un tunnel che non sembra avere fine e dal quale non riescono più ad uscire.
NUMERI PEGGIORI - Sia a Milanello che a Casa Milan si sta cercando di tutto per provare ad uscire dal momento difficile, ma per ora le cose non riescono a migliorare e le delusioni per i tifosi purtroppo continuano. Il crollo dei rossoneri nel 2015 è molto chiaro anche guardando alcuni numeri attuali dei ragazzi di Inzaghi e confrontandoli con quelli della formazione di SuperPippo prima della sosta natalizia: la media punti a partita, per esempio, è passata da 1,56 (25 punti in 16 giornate di campionato) a 0,91 (10 punti in 11 gare), così come si è abbassata la media dei gol fatti (da 1,56 a 1,18 a partita), mentre è cresciuta quella delle reti subite (da 1,13 a 1,45). Il Milan calcia inoltre meno in porta (dalla media di 4,4 tiri nello specchio a partita a 4,1) ed è anche meno pericoloso: prima di Natale, infatti, la pericolosità dei rossoneri era del 48,9% (settima squadra in Serie A), mentre nel 2015 è scesa al 45,3% (undicesimo posto, superato da Cagliari, Genoa, Palermo e Sampdoria).
I numeri del Milan dopo Natale (prima della gara con il Cagliari) sono purtroppo peggiorati anche in tanti altri aspetti, come testimoniano questi dati forniti dalla Lega Serie A (tutte le medie sono intese a partita):


