Saponara come Niang, ma occhio al diritto di riscatto...
Matteo Calcagni
Una doppietta, un assist, una prestazione super, così Riccardo Saponara ha incantato il Castellani, mettendo il proprio sigillo nella vittoria contro il Sassuolo. A gennaio il Milan se ne è privato per permettergli di acquisire minutaggio, e ritornare il giocatore di qualche stagione fa, quando in Toscana si era imposto tra i principali talenti italiani. Un po' come accaduto per Niang, sbocciato al Ferraris con la maglia del Genoa, il nativo di Forlì si è (re)imposto in azzurro, trovando spazio e gol importanti.
PRESTITO CON DIRITTO - A differenza di Niang, trasferitosi al Genoa con un semplice prestito secco, Saponara è legato all'Empoli da un eventuale diritto di riscatto fissato a circa 4 milioni di euro. Non è ancora chiaro se la società toscana deciderà o meno di esercitarlo, ma è palese che di fronte a certe prestazioni la tentazione sarebbe automatica. Un Saponara ritrovato, capace di sfoderare certe prestazioni, aumenterebbe il suo valore ben oltre quella cifra: una possibilità che certamente i dirigenti dell'Empoli staranno valutando.
GESTIONE E TRASFERIMENTO - Saponara, così come Niang, aveva bisogno di un'iniezione di fiducia per svoltare, lanciarsi o rilanciarsi. Le operazioni fatte dal Milan non sono quindi state sbagliate, ma le gestioni precedenti sì. Pensare a questo Saponara panchinaro e/o tribunaro in una squadra totalmente anemica di qualità appare come un paradosso: nessuno nega che il ragazzo abbia avuto delle colpe in termini di personalità, ma un pizzico di considerazione in più avrebbe forse fatto comodo. Ora la speranza è che il Milan non se ne debba pentire in futuro, soprattutto se l'Empoli dovesse far valere il diritto di riscatto.


