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STAGIONE AGRODOLCE

autore
Davide Bin
per Milannews.it
martedì 27 maggio 2008, 12:48Vista dalla Curva
autore Davide Bin
27.05.2008 12:48Vista dalla Curva

Il susseguirsi di vicende e l'abbondanza di argomenti di cui parlare fin dal giorno dopo la conclusione del campionato e della stagione, non mi aveva ancora permesso di fare un riassunto e il classico bilancio di ciò che è successo in questi nove intensissimi mesi. La stagione che si è appena conclusa è stata sicuramente la più deludente della gestione Ancelotti, nonostante siano arrivati altri due trofei internazionali ad impreziosirla e a far diventare il Milan la squadra più titolata del mondo. Sta di fatto, però, che Supercoppa europea e Mondiale per club non possono bastare a trasformare in positiva una stagione in cui i rossoneri sono stati eliminati agli ottavi di finale di Champions League e, soprattutto, hanno fallito la qualificazione alla prossima edizione della più prestigiosa competizione europea, conquistando solo un poco onorevole quinto posto in un campionato sconcertante, soprattutto per il rendimento casalingo assolutamente insufficiente. I trofei conquistati in questa stagione sono prestigiosi e importanti ma si vincono con tre partite in tutto e, più che altro, sono un'appendice della stagione precedente e non veri e propri obiettivi di quella in corso. E' fantastico poter andare a Montecarlo e in Giappone (a proposito dal 2009/2010 niente più Yokohama ma Emirati Arabi...così l'Inter non potrà mai dire di essere stata in Giappone!) ma più che altro perchè ti ricorda che nella stagione precedente hai fatto qualcosa di fantastico, cioè hai vinto la Champions League. L'ambiente Milan ha molte attenuanti per il fatto di aver privilegiato questi obiettivi a quelli tradizionalmente più importanti nell'arco di un'annata: la società teneva molto a diventare la più titolata del pianeta, al punto da ricordarlo orgogliosamente con una scritta sulle maglie sotto il simbolo della squadra; i giocatori del gruppo storico di Ancelotti non avevano mai vinto il Mondiale, visto che nel dicembre del 2003 erano stati battuti dal Boca Juniors, sì proprio quel Boca che si sono ritrovati di fronte a Yokohama e che condivideva con il Milan il trono di squadra con più trofei internazionali in bacheca. Vincere il Mondiale proprio contro gli argentini, in una sorta di spareggio fra squadre più titolate del mondo e nel giorno del "compleanno" del Milan (16 dicembre) è stata una di quelle magie e fantastiche coincidenze che capitano solo alla società rossonera e meritava un sacrificio, ma da lì in poi la stagione è stata un autentico calvario.

Fatalmente il dover toccare l'apice della forma a dicembre condiziona la preparazione e, di conseguenza, la stagione in modo molto pesante: la squadra non rende al meglio in avvio di campionato e soffre anche all'inizio del nuovo anno solare, quando deve recuperare le fatiche della massacrante trasferta e affrontare il calo di forma; in più il fatto di dover giocare due partite (e non più una sola) con la nuova formula del Mondiale per club costringe a rinviare due sfide di campionato e ad effettuare un autentico tour de force a gennaio/febbraio, solitamente l'unico momento con qualche settimana libera in stagioni ormai intensissime e zeppe di impegni; in pratica mentre le altre si riposavano un po', con meno mercoledì impegnati, il Milan doveva giocare sempre e con una rosa impoverita da acciacchi e infortuni. Aggiungiamoci che in estate la società ha "dormito sugli allori", illudendosi che il gruppo che aveva brillantemente vinto la Champions League ad Atene fosse perfetto e a posto così, non accorgendosi di lacune, soprattutto quantitative, che hanno creato grossi problemi in questa stagione, soprattutto nei periodi con impegni ogni tre giorni e pensando che Ronaldo, Emerson e Pato (ma quest ultimo solo da gennaio) potessero bastare a rendere invincibili i campioni d'Europa; invece sono arrivate sonore scoppole in campionato e in coppa: la prima vittoria casalinga in campionato è arrivata solo il 13 gennaio 2008 e ciò la dice lunga sul rendimento dei rossoneri, ancora una volta costretti a guardare l'Inter con il binocolo; in aggiunta è arrivata l'eliminazione agli ottavi di Champions League ad opera dell'Arsenal, una sorpresa per una squadra che con Ancelotti era sempre arrivata almeno ai quarti, ma un destino quasi obbligato se si pensa che già nelle quattro edizioni precedenti i detentori della Champions si erano inesorabilmente fermati proprio agli ottavi nel torneo successivo; si è parlato di maledizione, forse è meglio puntare sulla logica, cioè, sul fatto che dover partecipare al Mondiale in Giappone sconvolge e rovina la stagione a chiunque. Da marzo in poi restava un solo obiettivo: conquistare almeno il quarto posto in campionato per tornare a disputare la Champions League; da un paio d'anni, ormai, il quarto posto era diventato l'unico obiettivo dei rossoneri in un campionato snobbato a favore della Champions, ma a furia di snobbare, questa volta si è esagerato e anche l'obiettivo minimo è stato fallito: le sciagurate sconfitte casalinghe contro Sampdoria e Atalanta e il disastro di Napoli non hanno permesso al Milan di superare la Fiorentina e, così, la bella vittoria nel derby del 4 maggio, che oltretutto aveva permesso ai rossoneri di conquistare temporaneamente il quarto posto, è rimasta un'oasi felice nell'arido deserto di soddisfazioni di questa prima parte di 2008. I disfattisti (gran parte dei tifosi) parlano di stagione fallimentare, gli ottimisti ad oltranza (dirigenti) ricordano gli allori di Montecarlo e Yokohama...come sempre la verità sta nel mezzo: i veri obiettivi stagionali di una squadra sono e restano campionato e/o Champions e non conquistarli rende anonima una stagione; se poi consideriamo che la Supercoppa si vince ad agosto e il Mondiale a dicembre, si arriva a maggio avendoli già dimenticati e rimanere a bocca asciutta in primavera irrita i tifosi, costretti a veder festeggiare gli altri. Sommando gioie e dolori, luci (poche) e ombre (tante), mi sembra giusto definire la stagione come "agrodolce": iniziata con il dolce sapore di altri due trofei internazionali, conclusa con il gusto aspro del fallimento degli obiettivi principali e, proprio per questo, da dimenticare in fretta per voltare pagina e ripartire con ritrovato entusiasmo e voglia di vincere.

per Milannews.it

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