DITECI LA VERITA'!
Davide Bin
Il popolo rossonero è in fermento: basta dare un'occhiata alla neonata rubrica di posta al direttore per capire che i tifosi del Diavolo sono nel migliore dei casi delusi e preoccupati, nel peggiore irritati, arrabbiati, addirittura furiosi...insomma tutti sentimenti negativi nei confronti della società, dei dirigenti, di chi deve gestire il mercato e una campagna acquisti che dovrebbe essere di rinnovamento e rafforzamento ma per il momento non sembra proprio. Per ora ci sono state tante chiacchiere e pochi fatti, molto fumo e poco arrosto e proprio la mancanza di chiarezza è la cosa che più innervosisce la gente: è inutile strombazzare sette/otto innesti in rosa per poi andare a dire che tutti gli obiettivi di mercato costano troppo; è fastidioso ascoltare solo promesse e non vedere fatti; è spiazzante sentire voci dal "pianeta Milan" discordanti fra loro al punto di mostrare che non c'è molta sintonia sulla linea da seguire e sulle scelte da fare; un esempio su tutti: mentre PierSilvio Berlusconi (si occupa d'altro ma è pur sempre un rappresentante della famiglia azionista di maggioranza) dichiara che sarebbe meglio puntare sui giovani piuttosto che su campioni dal grande nome ma già "stagionati", gli addetti al mercato rossonero si affannano ad inseguire Zambrotta (ultratrentenne), Ronaldinho, Eto'o, Drogba e si lasciano soffiare sotto il naso Lloris, giovane e promettente portiere francese che avrebbe garantito un lungo futuro in un ruolo dove, nel migliore dei casi ci ritroveremo con Kalac, Dida e, a quanto pare, la "novità" Abbiati. E poi che dire delle estenuanti trattative che non trovano mai una fine: Ronaldinho inseguito per due anni e mezzo; Eto'o e Drogba obiettivi di mercato ormai da un paio di stagioni ma sempre chimere irraggiungibili, lo stesso Zambrotta che sembra sempre sul punto di essere annunciato ma l'affare non si conclude mai (e comunque sono anni che il Milan lo cerca ma se va bene lo prenderà solo a 31 anni e nella fase discendente della carriera, in un'operazione che ricorda tanto quella dell'acquisto di Oddo). Soldi ne sono entrati e ne stanno entrando tanti in questi ultimi anni: i milioni avuti dalla cessione per Shevchenko, quelli guadagnati con le vittorie in Champions League e nel Mondiale per club, ultimamante circa venticinque per le cessioni di Oliveira e Gilardino; e poi ci sono abbonamenti, diritti televisivi, merchandising, sponsor...il "tesoretto" annunciato da Berlusconi (ma, ahimè, erano tempi di campagna elettorale, quando l'affare Ronaldinho sembrava già concluso e da annunciare in una domenica a caso, quella del voto, salvo poi fare una clamorosa marcia indietro a urne chiuse e elezioni vinte...); eppure si parla di bilanci in rosso, di conti da far quadrare, di giocatori troppo cari per una società che non dovrebbe essere solo la "più titolata del mondo" ma anche una delle più ricche del mondo, proprio grazie alla sua importanza nel panorama calcistico planetario. Proprio chi vi scrive è uno di quelli che pensa che non sia nemmeno assolutamente necessario spendere molto per tornare competitivi: servono fantasia, coraggio, competenza, voglia di rischiare e investire su giovani promettenti; Kakà non era nessuno quando è arrivato al Milan, se non un giovane di belle speranze; ora è uno dei giocatori più forti del mondo e tutti ce lo invidiano; lo stesso, si spera, accadrà con Pato e anche l'operazione Flamini segue questa linea.
Non ci sono soldi? Puntiamo sui giovani, peschiamo nei vivai, inseriamo nuove promesse con coraggio e intraprendenza; soprattutto, però, vediamo di essere chiari, onesti, trasparenti con i tifosi, che non meritano di essere ingannati e presi in giro. Storicamente la tifoseria rossonera ha sempre mostrato pazienza, attaccamento alla maglia e grande passione anche e soprattutto nei momenti difficili: siamo stati in serie B riempiendo San Siro come non mai, abbiamo continuato a seguire con amore la squadra nei terribili momenti della crisi societaria che rischiava di far scomparire il Milan dal mondo del calcio; certo le vittorie dell'ultimo ventennio ci hanno un po' imborghesito e ci fanno storcere il naso se si arriva quinti e si va solo in Coppa UEFA, ma è pur sempre vero che dal club "più titolato al mondo" ci si aspetta sempre tanto, per non dire il meglio e non stiamo più parlando del "povero diavolo" dei primi anni ottanta. Non credo che sarebbe un dramma "metterci la faccia" con molta sincerità e dire chiaramente che per vari motivi (magari spiegandoli) il mercato rossonero deve essere di basso profilo, puntare sui giovani e non su grandi nomi, affrontare un rinnovamento senza sprechi o eccessi; qualcuno storcerà il naso, qualcun altro protesterà e brontolerà, ma la maggior parte capirà e continuerà a seguire ed amare questo caro vecchio Diavolo di cui, sinceramente, non possiamo certo lamentarci per i risultati degli ultimi anni; ricordiamoci sempre che abbiamo vinto tanto anche grazie a quei dirigenti che ora contestiamo e disprezziamo e che, soprattutto, una delle "regole" di mercato dice che i grandi affari si fanno ma non si dicono, mentre rischiano di sfumare se vengono strombazzati pubblicamente, quindi potrebbe "bollire in pentola" qualcosa di grosso che è meglio non pubblicizzare. Lasciamo lavorare con calma la società e facciamo i bilanci solo alla fine, ma pretendiamo, nel limite del possibile, chiarezza e onestà. I grandi acquisti sono graditi ma sapremo farne a meno, seppur a malincuore; la sincerità, però, è d'obbligo, quindi diteci la verità sul futuro del "nostro" Milan; non ci sembra di chiedere la luna!


