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Milan al lavoro per un mercato “principesco". El Shaarawy e Menez, destini incrociati.

autore
Fabrizio Tomasello
per Milannews.it
domenica 14 giugno 2015, 00:46Editoriale
autore Fabrizio Tomasello
14.06.2015 00:46Editoriale

Jackson Martinez, Ibrahimovic, Kondogbia, Hummels, Miranda, una sfilza di campioni e Galliani protagonista di operazioni da prima pagina. Aldilà di come si concluderanno tutte queste trattative, intavolate dall’ad negli ultimi giorni, resta una certezza: era da tanto, troppo tempo che il tifoso del Milan non viveva un’euforia del genere. Adesso, grazie alla premiata ditta Berlusconi-Taechaubol, è di nuovo possibile e il popolo rossonero è tornato a sognare.

I sogni però non sono mai bastati a nessuno, meno che mai al tifoso rossonero, abituato a toccare con mano i trofei non solo a guardarli da lontano (a buon intenditor…), ecco perché Adriano Galliani si è subito messo in moto e ha ricominciato a salire e scendere dagli aerei nemmeno fosse un controllore di volo dell’Alitalia. 
Erano anni che l’ad rossonero non viaggiava così tanto. Il segno dei tempi che cambiano: fino a pochi mesi, con il portafogli pieno solo dei santini di Van Basten e un paio di biglietti della metro, c’era poco da andare in giro. Per sistemare il mercato del Milan era sufficiente una riunione sotto l’ombrellone a Forte dei Marmi con l’amico Preziosi, al massimo una cena da Giannino con qualche procuratore di passaggio a Milano. E tutto finiva lì.
Oggi no, a Galliani è stato garantito un sontuoso budget e il primo botto è già arrivato: si chiama Jackson Martinez, viene dalla Colombia e di mestiere segna gol, tanti gol. 
Il profilo perfetto attorno al quale ricostruire la squadra. Perché non ci si ferma mica qui, il bello deve ancora venire. 
Il prossimo passo sarà quello di sistemare la pratica Ibrahimovic con il Paris Saint Germain. Che il gigante svedese voglia tornare a casa è ormai acclarato, ma la trattativa presenta più di un ostacolo. Innanzitutto ci sarà da persuadere i francesi che è difficile pretendere più di un indennizzo simbolico per un calciatore di 34 anni e ormai quasi in scadenza di contratto. Quindi si dovrà trovare il modo di convincere Raiola ad accettare 6-7 milioni l’anno per il suo assistito, magari per un triennio. 
A quel punto lì davanti ci sarà da sfoltire e il pensiero fila via subito a Stephan El Shaarawy e Jeremy Menez.
Per quanto riguarda il primo, dopo due annate a dir poco terrificanti, minate da infortuni a catena e una serenità ormai dimenticata, al Faraone sembra davvero di rivedere la luce in fondo al tunnel: un finale di stagione al suo livello, tre reti segnate con la maglia del Milan nelle ultime giornate di campionato e per finire anche la convocazione in nazionale e una bella prova da titolare, dovrebbero bastare a garantire all’ex genoano la conferma in rossonero. C’è solo da capire come El92 accoglierà il ritorno dello “spauracchio” Ibrahimovic, ma con tre anni in più sul groppone e tante esperienze fatte, è lecito attendersi un’armonia diversa tra i due.
E poi c’è Menez, fresco di intervento chirurgico (una piccola ernia) a Montecarlo, in quella che potrebbe diventare la sua prossima residenza.
Non è un mistero che l’anarchica indolenza dell’attaccante francese ha da sempre rappresentato un rebus per tutti gli allenatori che l’hanno avuto a disposizione. Nell’anno appena trascorso, forse grazie alla mancanza di un sistema di gioco consolidato nel Milan targato Inzaghi, Menez è riuscito a far risaltare il suo egoismo e le sue indiscutibili doti pedatorie, arrivando a siglare ben 16 reti in campionato. 
Il prossimo anno però sulla panchina del Milan ci sarà Sinisa Mihajlovic, notoriamente poco incline a sopportare il ciondolare in mezzo al campo, i repentini sbalzi di umore e gli incomprensibili scatti d’ira (vedi le 4 giornate di squalifica rimediate al termine della stagione) che purtroppo sono diventati negli anni il marchio di fabbrica di Jeremy Menez. Se a questo aggiungiamo che il francese è arrivato l’anno scorso a parametro 0 e che, rivenduto adesso dopo una stagione da record, garantirebbe una discreta plusvalenza, è facile comprendere come la posizione del talento di Parigi sia sempre più in bilico. E non per colpa dell’ernia.
E allora cosa potrebbe accadere? Galliani sta lavorando ad un’operazione “principesca” con il Monaco, club che qualche tempo fa aveva mostrato un timido interesse per il genio ribelle del Milan. L’ad rossonero infatti - così come mezza Europa - è sulle tracce di Geoffrey Kondogbia, solido centrocampista francese, classe ’93, valutato però dal club transalpino 35 milioni di euro. Sempre con la dirigenza monegasca, Adriano Galliani pare abbia avviato un sondaggio per altri due calciatori ritenuti particolarmente funzionali al nuovo progetto tecnico rossonero: il primo è il centrale di difesa tunisino Aymen Abdennour, classe ’89, prezzo circa 10 milioni; il secondo è Fabinho, terzino brasiliano del ’93, anche lui quotato circa una decina di milioni. 
È escluso che il Milan possa versare nelle casse del club del principato gli oltre 50 milioni di euro richiesti per i tre calciatori, ma se nell’affare entrasse anche Menez, valutato da Galliani circa 15, potrebbero aprirsi affascinanti scenari nella trattativa. E pazienza se i tifosi rossoneri dovranno salutare in anticipo il capocannoniere di stagione, al Milan è tempo di voltare pagina.

per Milannews.it

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