Il ritorno del Monto: superato l'esame Inter, il capitano deve trovare ritmo e continuità
Pietro Mazzara
Non poteva e non doveva sbagliare la partita più importante degli ultimi sette mesi e, conti alla mano, non l’ha fatto. Riccardo Montolivo ha saputo sfruttare al meglio la grande chance che Sinisa Mihajlovic gli ha concesso in mezzo al campo e i commenti odierni della critica sono tutti unanimi: è il giocatore che mancava a questa squadra per poter essere più fluida in fase d’impostazione. Il suo stato di forma è cresciuto in maniera esponenziale da una settimana all’altra, perché quello visto con il Mantova era un Montolivo lento. Impacciato e spesso anche in difficoltà nel reggere il pressing avversario. Ieri sera, invece, ha saputo trovare bene la sua posizione in campo, sfuggendo spesso al pressing o ai tentativi d’imboscata dei centrocampisti interisti. È dalla prestazione di ieri che si deve ripartire, anche sotto il punto di vista tecnico-tattico, perché se è vero che De Jong regala una maggior solidità in fase difensiva, è altrettanto vero che la trasmissione del pallone, con l’olandese in campo, è spesso troppo semplice e schematica.
FOSFORO E GEOMETRIE – Le qualità in fase d’impostazione di Montolivo, invece, sono note a tutti e Mihajlovic è riuscito a rompere un altro schema, varato in principio da Allegri ovvero quello di panchinare uno dei leader carismatici, ma non tecnici, di questo Milan in cerca d’autore ovvero De Jong. Con Montolivo sicuro, concentrato e sul pezzo, si è vista una manovra più fluida, con una trasmissione del pallone più veloce e precisa anche sui due terzini che, finalmente, si sono fatti trovare o sulla linea dei centrocampisti o già lanciati nello spazio creando così situazioni di pericolo. Ci sarà ancora da lavorare, ma contro il Palermo, adesso, in molti si augurano di rivedere Montolivo in quel ruolo a dettare i tempi di gioco.
IN ATTESA – La prova di ieri sera del centrocampo in generale ha dato buone risposte, con un ottimo Juraj Kucka che ha annullato Kondogbia finché ne ha avuto. Quando torneranno a disposizione sia Bertolacci sia Menez, allora Mihajlovic potrà davvero avere l’imbarazzo della scelta anche se un quartetto di centrocampo con Montolivo in cabina di regia, Kucka e Bertolacci mezz’ali con Bonaventura dietro alle due punte non è poi un’idea così lontana dalla realtà.


