Perdere senza soffrire, Honda senza sprint. Trittico da paura
Furio Fedele
Perdere un derby senza soffrire. Senza aver mai avuto la percezione di essere in pericolo. Davanti a 70.000 interisti che alla fine hanno pensato più a fischiare e insultare lo spauracchio Balotelli piuttosto che gioire per il derby vinto e il primo posto, solitario, in classifica. Premesso che se ci fosse stato in campo Nigel De Jong Guarin non si sarebbe portato a spasso mezzo Milan per poi battere di sinistro Diego Lopez, non si capisce come mai Honda abbia avuto la prova d’appello nel derby. Bocciato (meglio tardi che mai...) Suso nel ruolo di trequartista, il giapponese continua a godere di un credito immeritato da parte di Mihajlovic. Ravvedutosi sull’utilità di puntare su Montolivo in cabina di regia, il tecnico serbo non ha sfruttato la risorsa di Bonaventura trequartista così come aveva tardivamente fatto contro l’Empoli.
TRITTICO. Preso atto della soddisfazione di Mihajlovic a fine gara per il gioco espresso dal suo Milan, sarà meglio già voltarsi indietro piuttosto che guardare avanti in una classifica inquietante e per nulla gratificante. Dopo 3 partite questo Milan a 3 punti, ha incassato due sconfitte, ha subito la media di un gol a partita nelle 4 gare ufficiali (Coppa Italia compresa) finora disputate. Tutto questo va certificato alla vigilia di un trittico di campionato per nulla incoraggiante considerate le sopracitate premesse perchè da sabato a domenica 27 settembre il Milan affronterà ben 3 partite di campionato da non perdere, ma nel vero senso della parola. Solo il Palermo sarà affrontato in casa per poi essere seguito dalle trasferte contro Udinese (nell’infrasettimanale di martedì 22) e Genoa (all’ora di pranzo nella domenica da trascorrere a «Marassi»). Questi 270' dovranno per forza di cose far registrare uno score al netto delle sconfitte. Con almeno 7 punti (sui 9 disponibili) questo Milan potrebbe rialzare la testa e riportarsi almeno in quota Champions League.
ASSESTAMENTO. L’inquietudine sarà anche una cattiva consigliera, ma non va sottovalutato il fatto che questo Milan ha perso due partite su due (Fiorentina e derby) giocate fuori casa. Il «Friuli» e «Marassi», solitamente ostici non solo per i colori rossoneri, fanno ancora più paura in questo avvio di campionato dove Mihajlovic non sembra avere ancora ben chiara la formazione-tipo. Trequartista a parte, con il centrocampo completamente rivoluzionato (quasi in meglio) nel derby ma senza il prezioso de Jong, resta da intuire chi sia il miglior partner di Romagnoli che non appare ancora perfettamente inserito nella parte di leader del pacchetto arretrato.
CONSOLAZIONE. Poco importa se c’è chi (Juventus) sta peggio del Milan. I bianconeri sono reduci da 4 Scudetti di fila, 3 Supercoppe d’Italia e una Coppa Italia. Il Milan da un ottavo e un decimo posto... La differenza appare sostanziale e addirittura accentuata dal fatto che i due piazzamenti da «provinciale» sono stati contaminati da una campagna acquisti low cost mentre il recente mercato estivo è stato alimentato dal presidente Berlusconi in persona che, al netto delle entrate, in questo momento segnala un - 70 milioni di euro sul suo conto corrente personale. In attesa, ovviamente, che Mr. Bee si materializzi con il bonifico da 480 milioni di euro che dovrà essere concretizzato entro la fine di settembre. Dice bene Mihajlovic quando afferma che da 3 anni il Milan non è più il Milan. La speranza è di non fare...poker.


