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Mihajlovic, tre enigma da risolvere. Milan, due motivi dietro il ritorno a San Siro

autore
Antonio Vitiello
per Milannews.it
mercoledì 16 settembre 2015, 00:00Editoriale
autore Antonio Vitiello
16.09.2015 00:00Editoriale

Balo si o Balo no? Montolivo o De Jong? Chi sulla trequarti? Sono gli interrogativi che tormentano Sinisa Mihajlovic in questi giorni post derby. Il Milan è uscito dalla sfida contro l’Inter con diversi quesiti da risolvere, e il tecnico deve trovare al più presto una soluzione. I tre punti in classifica non permettono alla squadra di commettere altri passi falsi, proprio per questo nelle prossime tre gare contro Palermo, Udinese e Genoa il Milan deve puntare alla tre vittorie di fila per spegnere i primi malumori e invertire un andamento non soddisfacente. La partita contro i nerazzurri ha messo in luce da un lato un gioco migliore, dall’altro lato tre enigma che Mihajlovic deve risolvere rapidamente.

Il primo è relativo al centrocampo. Per tutta l’estate si è lavorato con De Jong come schermo davanti la difesa, dopo avergli rinnovato il contratto per ben tre anni a cifre importanti, poi nel derby la scelta è ricaduta su Montolivo, e pare che il tecnico sia intenzionato a continuare su questa soluzione. Probabilmente per dare maggiore qualità alle mediana può essere l’interpretazione giusta, ma non è chiaro il motivo del rinnovo a De Jong se un giocatore del suo calibro dovesse finire in panchina in maniera costante. Questo denota ancora una volta confusione e approssimazione in sede di mercato quando si costruisce una squadra.

Secondo enigma è quello della trequarti. Perché usare un modulo con il trequartista quando non c’è un “top player” in quel ruolo. Bonaventura sembra essere quello più bravo tecnicamente ma è adattato in quella posizione. Honda non è all’altezza e nei match che contano viene sempre meno. La maglia numero 10 pesa tanto, al Milan manca un fuoriclasse che possa interpretare quel ruolo. Da qui in avanti si discuterà ogni volta chi mettere dietro le punte: da Bonaventura a Honda, passando per Suso e Balotelli, aspettando Menez.

A proposito di Mario Balotelli, con lui arriva il terzo enigma per Mihajlovic. Deve giocare titolare? Se si, dove e al posto di chi? Come ha spiegato Berlusconi, su Mario garantisce l’allenatore, quando Sinisa ha saputo dell’opportunità di averlo in rosa, lo ha prima incontrato di persona e poi ha dato l’ok a Galliani per completare l’operazione. Mario sembra cambiato, ma è ancora presto per dirlo definitivamente. Però bisogna dare atto che nel derby ha impensierito da solo la squadra di Mancini, è un giocatore che può essere sfruttato anche dall’inizio. Ma dove? O si cambia modulo e si passa al tridente pensate, ipotesi complicata perché un centrocampo con Bonaventura, Kucka e Montolivo non reggerebbe per tutta la gara, oppure Balo cambia atteggiamento e impara a fare il trequartista (anche qui adattato, torniamo al discorso che non ci sono certezze in questo ruolo specifico). Con la sua fisicità e la bravura nel calciare dalla distanza, potrebbe essere una chiave di lettura per sbloccare le gare. 

Oltre al campo c’è anche la questione stadio che tiene banco in queste ore. Dopo le parole del presidente Berlusconi è stato pressoché ufficializzato l’addio al progetto Portello. Sono due i motivi principali: i costi per la costruzione di un nuovo impianto accanto Casa Milan sarebbero stati elevatissimi, si parla di oltre 300 mln di euro da spendere per bonificare il terreno e iniziare la costruzione. Fininvest si sarebbe opposto fin dall’inizio. Poi anche il nuovo socio avrebbe dato l’ok per continuare, almeno momentaneamente, a San Siro. Mr. Bee infatti si è detto favorevole ad un rimodernamento dell’attuale impianto sportivo e continuare a sfruttare l’immagine gloriosa di San Siro nel mondo, non a caso ospiterà la finale di Champions proprio a maggio prossimo. Per lo sviluppo del brand in Asia, lo stadio San Siro potrebbe essere un’arma in più da sfoderare. Poi c’è anche l’aspetto “romantico” che lega il presidente Berlusconi ad uno stadio in cui si è vinto tutto.  

Restano però perplessità su come ottenere i ricavi che invece uno stadio tutto rossonero poteva portare ogni anno. Il Milan deve decidere al più presto su come sfruttare al meglio l’impianto in coabitazione con l’Inter e avvicinarsi ai modelli esteri, altrimenti resterà sempre un passo indietro, soprattutto sotto l’aspetto dei ricavi, e di conseguenza sulle risorse da investire sul mercato.  

per Milannews.it

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