Il Milan si riaffida al Montolivo regista come nel 2013: strada da perseguire in attesa del mercato
Matteo Calcagni
Dall'estate 2012 in poi, quando furono ceduti Ibrahimovic e Thiago Silva contestualmente all'addio di tanti senatori, i Milan belli da vedere si contano sulle dita di una mano. Una delle rarissime eccezioni, temporanea e fugace, è la formazione che conquistò il terzo posto nel 2013, rimontando sulla Fiorentina con un grande girone di ritorno. Dopo l'infortunio di Nigel de Jong, Massimiliano Allegri puntò su Montolivo davanti alla difesa, migliorando visibilmente il gioco e l'equilibrio della sua squadra.
LA REGIA - Ora, a quasi tre anni di distanza, la storia si sta ripetendo. Nelle ultime stagioni il centrocampo del Milan ha faticato incredibilmente, sia in termini qualitativi che fisici: de Jong, nonostante la grinta e la struttura, tende ad andare in difficoltà giocando da unico vertice basso della mediana. Montolivo, a differenza dell'olandese, riesce a svolgere in maniera più efficace il ruolo di regista, muovendo il pallone con maggior rapidità. Nel derby, dopo due partite assolutamente negative sul piano della manovra, si sono già visti buoni risultati e questo basta per proseguire sulla strada imboccata.
STRADA GIUSTA - In estate il Milan non ha posto rimedio ad un paio di lacune, considerando anche la volontà di adottare un 4-3-1-2. Serviva un centrocampista qualitativo e/o un trequartista di livello, capace di saltare l'uomo e servire l'ultimo passaggio nella metà campo avversaria. I soli Bertolacci e Kucka non possono bastare per far svoltare una mediana da ottavo e decimo posto, motivo per cui andava (e va) recuperato il miglior Montolivo. A gennaio la dirigenza rossonera dovrà provare a migliorare il reparto, ma fino a quel momento bisognerà perseverare con l'assetto più affidabile e, nonostante la sconfitta, il derby potrebbe aver dato le risposte giuste.


