CorSera - Nesta: “Il Milan ha fatto bene ad investire su Romagnoli, che personalità Calabria. Balotelli? Se gioca sempre con lo stesso spirito del derby…”
Enrico Ferrazzi
Dopo una lunga e vincente carriera da calciatore, soprattutto in maglia rossonera, Alessandro Nesta ha deciso di intraprendere la carriera da allenatore e da poche settimane è sulla panchina del Miami FC, nuova società che parteciperà nel 2016 alla NASL (North American Soccer League). L’ex difensore è ancora in contatto con alcuni suoi compagni di squadra al Milan, come ha raccontato al Corriere della Sera: “Sento Abate e Abbiati: le motivazioni sono fortissime, vogliono tornare a vincere. Ora c’è un tecnico con esperienza e carisma. Possono fare bene. Le rivali dei rossoneri? Per me la Juve è ancora la più forte di tutte. Inter, Roma e Milan sono lì dietro. Anche l’Inter? Sì, nel derby non ha fatto chissà che”.
ITAL-MILAN - Nesta ha poi parlato anche di Alessio Romagnoli, che è arrivato a Milanello questa estate e ha scelto di indossare la maglia numero 13 in suo onore, e di Davide Calabria: “Si vede che Romagnoli ha qualità e che sa giocare al calcio. Il Milan ha fatto bene a spendere così tanto per un giovane italiano: uno zoccolo duro di italiani è decisivo per vincere. Sperando che il Milan torni in fretta in Europa, avrà la possibilità di crescere. Calabria? Contro il Palermo ha mostrato grande personalità. Quando uno entra a freddo pensa più a non sbagliare, invece lui ha rischiato, preso iniziative”. Non poteva poi mancare un commento su Mario Balotelli: “Se è la volta buona? Non lo conosco, non posso sapere cosa gli manca. Ma penso che se ogni volta che giocherà metterà in campo lo spirito che si è visto nei 20’ del derby sarà a posto”.
INZAGHI - Nella lunga intervista al Corriere della Sera, l’ex rossonero ha anche commentato la scelta di Filippo Inzaghi di accettare subito la panchina del Milan invece di fare prima un po’ di gavetta: “E’ difficile dire di no al Milan, è un’occasione troppo invitante. Magari alla squadra è mancata un po’ l’esperienza di Pippo, ma credo ci fossero altri problemi di carattere societario, per esempio il mercato era stato molto più povero”.


