Montolivo e la scelta azzeccata di Mihajlovic: il centrocampo ora inizia a ragionare
Matteo Calcagni
Quando a fine mercato, tra lo stupore e la delusione di tanti, il Milan chiuse senza acquistare il tanto agognato regista, balenò un'unica soluzione in mezzo ai mugugni diffusi: recuperare Riccardo Montolivo e reinserirlo nel ruolo a lui più consono. Sul nativo di Caravaggio, reduce da un calvario lungo più di un anno, sussistevano numerosi dubbi, soprattutto di tenuta fisica. Mentre nelle amichevoli estive Mihajlovic puntava sul trio Bertolacci-de Jong-Bonaventura, l'ex viola lavorava per presentarsi ad una condizione soddisfacente all'avvio del campionato. Poco male che l'"esordio" sia arrivato a metà settembre, nel derby perso ma ben giocato dai rossoneri.
COME NEL 2013 - Analizzando le ultime deludenti stagioni del Milan, ci accorgiamo come, tra le tante formazioni provate e schierate, l'unica a giocare un calcio discreto (e capace di ottenere una certa continuità) è stata quella della seconda parte del 2012-13, anno della miracolosa rimonta per il terzo posto. Allegri, dopo il grave infortunio di de Jong, puntò proprio su Montolivo come vertice basso del suo centrocampo: una mossa che funzionò e diede equilibrio e qualità ad un reparto perennemente sotto i riflettori. Il centrocampista bergamasco nelle annate successive non tornò più davanti alla difesa, ad eccezione delle brevi e fugaci apparizioni del 4-2-3-1.
IL RITORNO - Mihajlovic, dopo aver appurato le difficoltà della mediana contro Fiorentina ed Empoli, ha deciso di puntare con forza su Montolivo, riportandolo regista e mandando sorprendentemente de Jong in panchina. I risultati si sono subito visti: il numero 18 non sarà al massimo della forma, ma la manovra del Milan è diventata immediatamente più fluida, raggiungendo anche sprazzi di convincente armonia. Montolivo è progressivamente cresciuto, toccando picchi di eccellenza nel primo tempo di Udine, dove risalta lo splendido assist per Bonaventura. Ora è stato parzialmente risolto anche il dualismo con de Jong, con l'incoraggiante adattamento dell'olandese sull'interno, in attesa delle prove del nove contro Genoa e Napoli.


