Caso Paletta, l’incomprensibile posizione della Procura su Galliani
Pietro Mazzara
La vicenda che riguarda Adriano Galliani, indagato dalla Procura di Parma per concorso in bancarotta fraudolenta del Parma, ha qualcosa di quasi surreale. L’amministratore delegato rossonero, infatti, ha come principale capo d’imputazione il fatto di aver acquistato Gabriel Paletta per 2,5 milioni di euro, valutazione ritenuta troppo bassa dagli inquirenti rispetto al reale valore del giocatore. Eppure quell’operazione, andata in porto nelle ultime ore del mercato, è servita al club ducale a respirare per qualche settimana, visto che i rossoneri sono stati gli unici ad effettuare un versamento concreto nelle casse del Parma per l’acquisizione di un giocatore. Che colpa ne ha Galliani se il Parma ha accettato quell’offerta? Il Milan ha fatto la sua proposta e l’allora dirigenza emiliana ha ritenuto – visto il momento – giusto accettarla.
VALUTAZIONE SOGGETTIVA - Il valore del cartellino di un giocatore è spesso soggettiva, dettata dal momento di forma, dalle prestazioni fornite e dalle richieste che riceve. Con il Parma ultimo in classifica e sull’orlo del fallimento, era normale che l’intero parco calciatori subisse una svalutazione del proprio valore ed è altrettanto normale che le offerte ricevute per i singoli atleti fossero più basse rispetto a quando il club navigava in acque migliori. Paletta, di conseguenza, è stato pagato per quello che in quel momento era il suo valore, tanto è vero che il Parma non ha opposto grossa resistenza davanti alla proposta milanista.
INCOMPRENSIBILE – Dunque, alla luce di quanto sta accadendo, risulta di difficile comprensione l’indagine ai danni di Galliani per quel trasferimento e siamo certi che questa vicenda si concluderà in maniera positiva, visto che di solito si indaga chi non paga o chi approfitta di determinate situazioni piuttosto di chi opera alla luce del sole, comportandosi in maniera corretta anche nei confronti di un club che, in quel momento, era sull’orlo dell’oblio.


